1991
LA DICHIARAZIONE
DELLA CONFERENZA
EPISCOPALE DELL'EX
JUGOSLAVIA A
PROPOSITO DI
MEDJUGORJE
Durante la seduta
ordinaria della
conferenza episcopale
italiana svoltasi a Zara
dal 9 all'11 aprile 1991
è stata adottata la
seguente
DICHIARAZIONE
I vescovi sin
dall'inizio seguono le
apparizioni di
Medjugorje tramite il
vescovo della diocesi,
la commissione
episcopale e la
commissione della
conferenza episcopale
jugoslava per Medjugorje.
Sulla base delle
ricerche sin qui
compiute non è possibile
affermare che si tratta
di apparizioni e
fenomeni soprannaturali.
Tuttavia, i numerosi
credenti che arrivano a
Medjugorje provenienti
da vari luoghi e spinti
da motivi religiosi e di
altro genere hanno
bisogno dell'attenzione
e della cura pastorale
innanzitutto del vescovo
della diocesi e poi
anche di altri vescovi
così che a Medjugorje e
con Medjugorje si possa
promuovere una sana
devozione verso la Beata
Vergine Maria, in
armonia con
l'insegnamento della
Chiesa.
A tal fine i vescovi
forniranno adeguate
indicazioni
liturgico-pastorali e
tramite la commissione
continueranno a seguire
e a far luce sugli
avvenimenti di
Medjugorje.
Zara, 10 aprile 1991
I vescovi jugoslavi
1996
IL VESCOVO FRANCESE E LA
CONGREGAZIONE DEL
VATICANO A PROPOSITO DI
MEDJUGORJE
Il vescovo di Langres in
Francia, monsignor Léon
Taverdet si è rivolto
alla sede apostolica il
14 febbraio 1996 per
chiedere quale fosse la
posizione della Chiesa
relativamente alle
apparizioni di
Medjugorje e se fosse
consentito recarsi in
pellegrinaggio in quel
luogo. La Congregazione
della Santa Sede per la
dottrina della fede ha
dato la propria risposta
il 23 marzo 1996 tramite
il proprio segretario
Tarcisio Bertone:
CONGREGAZIONE PER LA
DOTTRINA DELLA FEDE
Vaticano, 23 marzo 1996
N. prot. 154/81-01985
Sua Eccellenza,
con la Sua del 14
febbraio 1996 ci ha
chiesto quale fosse
l'attuale posizione
della Chiesa
relativamente alle
presunte "apparizioni di
Medjugorje" e se fosse
consentito ai fedeli
cristiani recarsi in
pellegrinaggio in quel
luogo.
A riguardo mi fa piacere
informarla che i vescovi
della ex Jugoslavia
nella propria
Dichiarazione di Zara
del 10 aprile 1991 hanno
stabilito quanto segue
relativamente alla
veridicità delle
apparizioni in oggetto:
"... Sulla base delle
ricerche finora
compiute, non si può
affermare che si tratti
di apparizioni o
fenomeni soprannaturali.
Tuttavia, i numerosi
pellegrini che giungono
a Medjugorje spinti
dalla fede e da altri
motivi richiedono
l'attenzione e la cura
pastorale del vescovo
della diocesi, ma anche
di altri vescovi,
affinchè a Medjugorje
possa essere
incoraggiata una
devozione verso la Beata
Vergine Maria in armonia
con l'insegnamento della
Chiesa.
A tale scopo i vescovi
forniranno anche
particolari direttive
liturgico-pastorali.
Inoltre la Commissione
tramite loro continuerà
a seguire ed analizzare
tutti gli avvenimenti di
Medjugorje."
Da quanto appena detto
consegue che i
pellegrinaggi ufficiali
a Medjugorje, intesa
come luogo di autentiche
apparizioni della
Vergine, non possono
essere organizzati nè a
livello parrocchiale, nè
diocesano, poichè questo
sarebbe in
contraddizione con
quanto affermato dai
vescovi della
ex-Jugoslavia nella
suddetta dichiarazione.
Sua Eccellenza, vogliate
gradire i miei più cari
saluti.
Tarcisio Bertone
CONGREGATIO PRO DOCTRINA
FIDEI
Pr. N. 154/81.06419
1998
Città del Vaticano,
Palazzo del S. Uffizio
26 maggio 1998
DISCORSO SU MEDJUGORJE
DURANTE LA VI. SESSIONE
DELLA CONFERENZA
EPISCOPALE DELLA BOSNIA
ED ERZEGOVINA
Il 2 e 3 luglio 1996 a
Sarajevo si è tenuta la
VI. sessione della
Conferenza Episcopale
della Bosnia ed
Erzegovina. Vi hanno
partecipato tutti i suoi
membri: il presidente,
Cardinale Vinko Puljic,
il vescovo di Banja Luka
Franjo Komarica, il
vescovo di Mostar Ratko
Peric ed il vescovo
ausiliario di Sarajevo
Pero Sudar. Di questa
seduta riportiamo solo
il testo relativo
all'apparizione della
Vergine nella parrocchia
di Medjugorje.
"Il Vescovo di Mostar ha
informato la conferenza
sulle lettere ufficiali
della Congregazione per
la dottrina della fede
inviate a due vescovi
francesi in merito ai
pellegrinaggi a
Medjugorje. Nelle
lettere si dice tra le
altre cose che i
pellegrinaggi ufficiali
a Medjugorje, intesa
come luogo di autentiche
apparizioni della
Vergine, non possono
essere organizzati nè a
livello parrocchiale, nè
diocesano, poiché questo
sarebbe in
contraddizione con
quanto affermato dai
vescovi della
ex-Jugoslavia nella
propria dichiarazione
del 10 aprile 1991 (cfr.
Glas Koncila,
30-6-1996). I vescovi
hanno preso atto di
questa posizione della
Chiesa per la gestione
delle proprie diocesi."
Sarajevo, VII (CX), 3,
Sarajevo 1996, pag. 171.
A Sua Eccellenza Mons.
Gilbert Aubry
vescovo di Saint-Denis
de la Rèunion
Eccellenza, con la
lettera del 1 gennaio
1998 voi sottoponete a
questo Dicastero diverse
questioni concernenti la
posizione della Santa
Sede e del vescovo di
Mostar, in riferimento
alle cosidette
"apparizioni" di
Medjugorje, ai
pellegrinaggi privati o
alla cura pastorale dei
fedeli che si recano in
quel luogo. Al riguardo,
considerando impossibile
rispondere a ciascuna
delle domande fatte da
vostra Eccellenza, tengo
anzitutto a precisare
che non è norma della
Santa Sede assumere, in
prima istanza, una
posizione propria
diretta su supposti
fenomeni sopranaturali.
Questo dicastero perciò
che concerne la
credibilità delle
"apparizioni" in
questione, si attiene
semplicemente a ciò che
è stato stabilito dai
vescovi della
ex-Jugoslavia nella
dichiarazione di Zara
del 10.04.1991: "Sulla
base delle indagini
finora condotto, non è
possibile affermare che
si tratti di apparizioni
o di rivelazioni
soprannaturali". Dopo la
divisione della
Jugoslavia in diverse
nazioni indipendenti,
spetterebbe ora ai
membri della Conferenza
Episcopale della
Bosnia-Erzegovina
riprendere eventualmente
in esame la questione ed
emettere, se il caso lo
richiede, nuove
dichiarazioni.
Quello che Mons. Peric'
ha affermato in una
lettera al Segretario
Generale di "Famille
Chrètienne", cioè che
"la mia convinzione e
posizione non è solo Non
constatazione della
soprannaturalità ma
ugualmente quella di
constatazione della NON
soprannaturalità delle
apparizioni o
rivelazioni di
Medjugorje" deve essere
considerata espressione
di una convinzione
personale del Vescovo di
Mostar, il quale, in
quanto ordinario del
luogo, ha tutti i
diritti di esprimere ciò
che è e rimane un suo
parere personale.
In fine, per quanto
concerne i pellegrinaggi
a Medjugorje che si
svolgono in maniera
privata, questa
Congregazione ritiene
che sono permessi a
condizione che non siano
considerati come una
autenticazione degli
avvenimenti in corso e
che richiedono ancora un
esame da parte della
Chiesa.
Mons. Tarcisio Bertone
(segretario della
Congregazione presieduta
dal Card. Ratzinger)
2001
09.10.2001 Intervento al
Sinodo dei Vescovi di
S.Em.R. Card. Vinko
PULJIĆ, Arcivescovo di
Vrhbosna, Presidente
della Conferenza
Episcopale (Bosnia-Erzegovina)
L'uomo di oggi sente un
urgente bisogno di
speranza. Lo mettono in
evidenza i tragici
avvenimenti del secolo
che abbiamo lasciato
dietro, come pure le
diverse minacce,
soprattutto quelle di
intolleranza e di
indifferenza, che si
alzano agli orizzonti di
questo nuovo secolo
appena cominciato. I
problemi che assillano
l’umanità di oggi sono
molteplici e non sono di
facile soluzione. La
risposta concreta della
Chiesa a tali problemi è
il coraggioso e
perseverante annuncio
del Vangelo di Cristo e
del suo messaggio di
perdono, di
riconciliazione e di
pace; del suo messaggio
di speranza per ogni
singola persona e per
tutti i Popoli.
Il testimone
privilegiato di tale
messaggio è Vescovo,
uomo che in qualità di
erede autentico degli
Apostoli si è messo in
servizio del Vangelo;
uomo che si è reso
maestro e pastore dei
fratelli, disponibile al
costante dialogo ed ai
colloqui fidati, gioioso
della propria vocazione.
Per quanto concerne la
Chiesa che è in Bosnia
ed Erzegovina, i suoi
Pastori si impegnano
insieme con i loro
sacerdoti, consacrati e
fedeli laici per fare sì
che la loro
testimonianza diventi
lievito della società e
sia in grado di
trasmettere la luce del
Vangelo nelle realtà
economiche, sociali e
politiche del loro
Paese. Mentre la maggior
parte dei consacrati che
operano sul territorio
delle circoscrizioni
ecclesiastiche locali
rimangono fedeli al
carisma del loro
Istituto e si impegnano
senza riserve per la
promozione dell'opera
apostolica, del bene
della Chiesa e della
società civile, alcuni
membri dell'Ordine dei
Frati Minori Francescani
o quelli espulsi
cercano, purtroppo, di
imporre il proprio punto
di vista alle singole
Diocesi, sostituendo i
carismi autentici con i
pseudocarismi, una
minaccia seria per la
Chiesa e per la sua
unità organizzativa e
dottrinale. Basti
ricordare i tristi
eventi che nell'estate
scorsa hanno visto come
protagonisti alcuni
appartenenti del
suddetto Ordine e un
autodichiarato vescovo:
un diacono
veterocattolico espulso
dalla sua comunità,
oppure una sistematica
disobbedienza degli
stessi religiosi che vi
è da anni nella Diocesi
di Mostar-Duvno.
Con dolore si può
constatare che il mondo
di oggi è diviso. Tale
divisione riguarda vari
settori ed ha diverse
origini. Ci sono,
purtroppo, anche le
divisioni della Chiesa,
Corpo mistico di Cristo
e sacramento universale
di salvezza. Cresce la
coscienza che la
divisione offusca lo
sguardo verso il futuro.
Il superamento delle
divisioni esistenti
della Chiesa e del mondo
attuale offrirà una
carica speciale di
speranza all'umanità del
nostro tempo. La Chiesa
non può rimanere divisa
ed è chiamata ad essere
una, santa, cattolica ed
apostolica; è chiamata
ad essere comunione e
rimanere unita sia al
livello locale che al
livello universale,
sempre con il Successore
di Pietro a capo. Grazie
al Vangelo, la Chiesa si
presenta al mondo come
una forza vitale capace
a renderlo più unito. In
tale luce, il dialogo
ecumenico riacquista un
nuova carica. Lo stesso
vale pure per il dialogo
interreligioso.
L'Europa non può
rimanere divisa tra
l'Europa orientale e
l'Europa occidentale. Il
mondo non può restare
diviso tra il Nord e il
Sud, tra i Paesi ricchi
e sviluppati ed i Paesi
poveri e meno
sviluppati. Le Nazioni
non possono continuar ad
essere divise in Nazioni
civili e in Nazioni non
considerate civili.
La risposta alle
divisione del mondo
odierno è il dialogo
sincero tra le Nazioni
ed i Popoli. Qualsiasi
sia il tema o il motivo
del dialogo, esso vede
sempre coinvolto le due
parti. Non c'è il
dialogo se non c'è pure
l'altra parte che ne sia
partecipe attiva.
Un notevole contributo
all'impegno per il
superamento delle
divisioni esistenti
potrebbe essere dato
particolarmente dai
mezzi di comunicazione
sociale, che sono in
grado di essere pure
mezzi privilegiati
dell'annuncio del
Vangelo. Quanti operano
con questi mezzi e
quanti li dirigono hanno
una grande
responsabilità.
Per approfondire:
Conferenza su Medjugorje
tenuta dal Vescovo di
Mostar, Mons. Ratko
Perić il 17 Febbraio
2004.
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