I MESSAGGI DEGLI ANNI CINQUANTA

Dopo un intervallo di quattro lunghi anni, la Vergine ritorna a Kerizinen. È il 25 marzo 1954, festa della SS. Annunziata.

Pio XII, il 1° novembre 1950, aveva solennemente definito il dogma di Maria assunta in Cielo in corpo e anima. La Vergine lo conferma alla sua prediletta, come aveva fatto a Lourdes con Bernardette, quattro anni dopo che Pio IX aveva definito il dogma dell’Immacolata Concezione (8 dicembre 1854).

A Kerizinen uno stuolo d’angeli fa da corona all’Assunta e, mentre Ella sale in alto, cantano con voci argentine:

"Assumpta est Maria in Coelum".

La stessa scena si ripete il 7 e il 15 agosto. L’Assunta porta adesso in capo una corona regale, avendola il Papa Pio XII decorata del titolo di Regina dell’Universo (30 maggio).

Ben diversi gli incontri del 4 dicembre 1954 e del 5 febbraio 1955. Come a La Salette, la Madonna piange in silenzio. Piange anche il 5 marzo 1955, indicando un quadro che raffigura i pesanti castighi cui é esposta 1’umanità, sorda ai richiami del Cielo.

Soprattutto i peccati d’impurità feriscono il Cuore del suo Figlio Divino. Ma con parole consolanti Ella promette che 1’avvento del regno di Dio é prossimo. Un fatto clamoroso, straordinario, lo precederà. Guai a coloro che impediscono "alla luce di risplendere".

Ripete 1’invito, come ha fatto il 5 agosto 1949, a costruire in quel luogo un oratorio che agevoli la conversione dei peccatori e la santificazione delle anime pie.

Infine, si rivolge alla Francia, chiamandola "Nazione di Luce".

Dopo che sarà purificata dai suoi grandi traviamenti, una copiosa effusione di grazie la sommergerà e, con le nazioni che 1’affiancheranno, difenderà la Chiesa cattolica, uscita anch’essa rinnovata, ringiovanita, dal bagno di sangue che 1’attende.

Sulle rovine dei troni mondani regnerà il suo Cuore Immacolato e quello del suo Figlio, uniti nel vincolo dello Spirito Santo.

Eventi prodigiosi metteranno in luce quel soprannaturale oggi ostinatamente combattuto dagli increduli, e il nome di Dio sarà dovunque esaltato e benedetto.

Anche Satana compirà prodigi, ma falsi e ingannevoli.

Dalle sue macchinazioni ci mette in guardia la celeste Messaggera, quando appare il 15 maggio 1955. Gli spiriti delle tenebre sono più che mai scatenati e si sforzano di contraffare ciò che é divino.

I loro attacchi velenosi non risparmieranno Kerizinen, ma la vittoria finale sarà della Luce.

Negli anni 1955-56, per 21 mesi, Jeanne-Louise ricevette ogni mattina, tranne la domenica, in cui si recava in parrocchia, la "comunione mistica" da una mano misteriosa, che le poneva 1’Ostia sulla lingua. Due angeli apparivano ai lati in adorazione. Sparsasi la notizia di questo prodigio, molti accorrevano a vedere, alcuni mossi da fede, altri da curiosità. Gli occhi innocenti dei bambini talvolta vedevano gli angeli.

Un giorno, una fanciulla grido: "Vedo 1’Ostia, é bianca e rotonda come quella che danno in chiesa". Quando era presente un gruppo di persone, Jeanne-Louise notava 1’assenza degli angeli. Gesù, nascosto sotto i veli eucaristici, si accontentava della adorazione di quei devoti.

Durante la Settimana santa, 1’Ostia assumeva un colore rossastro e, il Venerdì santo, sanguinava. In quei giorni la comunione procurava alla veggente forti dolori. Esempi di comunioni mistiche e d’Ostie sanguinanti si sono avuti (e si hanno tuttora) a La Salette, a Fatima, a Garabandal, a Naju nella Corea del Sud.

Ancora Satana é 1’argomento su cui si sofferma Maria il 1° ottobre 1955.

L’angelo delle tenebre progetta la destabilizzazione del mondo intero. Ma può durare a lungo 1’offensiva da lui lanciata? Si può tollerare all’infinito il caos che ha creato?

Esiste un’arma per sconfiggerlo e la Madonna non si stanca di presentarla: il rosario. Come nei secoli passati, come a Lepanto, come in altre circostanze, in cui la fede cristiana si é trovata esposta a rischi gravissimi, cosi anche adesso la corona, questa dolce catena che lega la terra al cielo, sarà 1’arma vincente. La Regina dell’Universo farà sgorgare tre scaturigini (sorgenti) che inonderanno il nostro pianeta: la Potenza, la Saggezza, 1’Amore del Dio uno e trino.

Perché il mondo risorga dall’abisso in cui e precipitato, Maria ne chiede la consacrazione al suo Cuore Immacolato e al Cuore del suo Figlio, avvinti nell’amore dello Spirito Santo.

"Questa consacrazione,  Ella afferma,  scaturendo dalla volontà di riparazione, trasformerà le ferite dei due Cuori in altrettante sorgenti di vita. Ciò consentirà di riconquistare questa terra sconvolta, placando la tempesta (che la scuote), di annientare le nazioni, intenzionate a distruggere con rabbia infernale la fede e a cancellare ogni riferimento alla Divinità..

Questa consacrazione, come un canto armonioso, riempirà il mondo d’una grande speranza, ma sarà per Satana e per i suoi accoliti motivo di spavento, perché porrà fine al regno dell’empietà e il mondo, che sembrava irrimediabilmente votato alla rovina, sarà salvo".

Prima che ciò avvenga, il Regno di Dio deve realizzarsi nei cuori degli uomini. Nel santuario delle coscienze pone le sue basi la regalità di Cristo.

A questo punto appare Gesù, mostrando alla veggente, come ha fatto la Madre sua, il proprio Cuore, coperto da piaghe sanguinanti. Entrambi i Cuori irradiano fasci luminosi, quelli di Cristo bianchi e rossi. Egli indossa una tunica color rosso cupo.

Dello stesso colore e il mantello che lo avvolge. Sulle mani e sui piedi sono ben visibili i segni dei chiodi. Gli occhi sono azzurri, la barba, i baffi, i capelli tendono al rosso rame, questi ultimi gli cadono inanellati sulle spalle.

Veramente innovativa la richiesta fatta dalla Madonna a Kerizinen. Non più la consacrazione ad un Cuore singolo, come avevano domandato Gesù a Paray-le-Monial e la Madonna a Fatima, ma ad ambedue i Cuori, avvinti dall’amore, eterno e sussistente, dello Spirito Santo.

Come la devozione al S. Cuore di Gesù, suscitata nel secolo XVII dalle apparizioni a S. Margherita Alacoque, sconfisse il Giansenismo, e come la devozione al Cuore Immacolato di Maria, nata dal messaggio di Fatima, ha sbaragliato il Comunismo, cosi é da sperare che la consacrazione del mondo ai due Cuori uniti, se verrà fatta (quod est in votis), segni la debacle definitiva dell’impero di Satana.

Il 10 dicembre 1955, la Madonna spiega a Jeanne- Louise perché la luce emanante dal Cuore di Gesù sia bianca e rossa. Il bianco denota 1’acqua uscita dal suo costato e il rosso il sangue. "Due fonti di salvezza", commenta la Vergine. S. Giovanni Grisostomo scorge appunto nell’acqua il battesimo e nel sangue 1’eucaristia.

La madre celeste ha parole d’elogio per i pellegrini, che sempre più numerosi accorrono a Kerizinen. Due giorni prima, 1’8 dicembre, festa dell’Immacolata, erano 5.000. Ella deplora che "i suoi figli sacerdoti" non assecondino i suoi desideri. Invita Jeanne-Louise a pregare perché comprendano 1’atmosfera di soprannaturalità che li avvolge e attingano alla sorgente dei due Cuori uniti nello Spirito Santo le grazie che ne fluiscono.

A dire il vero, pareva che qualche cosa si stesse muovendo nella Curia vescovile di Quimper-et-Leon. In seguito alla guarigione, ritenuta miracolosa, d’un ragazzo quindicenne, avvenuta a Brest, dopo che egli aveva bevuto 1’acqua di Kerizinen, fu chiesta al vicario generale, Herve, 1’autorizzazione ad erigere un piccolo oratorio sul luogo delle apparizioni ed egli acconsenti verbalmente. "Nulla impedisce che si eriga un oratorio" furono le sue esatte parole.

I lavori, iniziati con grande fervore il 6 dicembre 1955, furono ultimati il 5 febbraio 1956. L’oratorio fu benedetto non come edificio sacro, ma come casa privata. Misura otto metri di lunghezza e sei di larghezza. Vi furono sistemate, offerte dai fedeli, le statue del S. Cuore e della Madonna del Rosario. Non avendo concesso 1’autorità ecclesiastica la facoltà di celebrarvi la messa era privo d’altare.

La Madonna disapprova questo divieto, apparendo il 3 marzo 1956. Vuole che Jeanne-Louise insista perché vi si conceda la celebrazione dell’eucaristia. Ne va di mezzo il bene delle anime. Gesù ha gli occhi velati di lacrime, vedendo che a tanti suoi figli viene impedito di dissetarsi alla sorgente che zampilla dal suo Cuore, di tonificare le loro energie spirituali col sangue che ne scaturisce.

E la Vergine invita a consolare "L’agonia mistica e sacramentale" di Gesù, come fece 1’angelo nell’orto degli ulivi. Jeanne-Louise racconta alla Madonna che un prete le ha domandato perché la Signora non parli in bretone, per farsi capire meglio dalla gente comune. Maria da in lingua bretone questa risposta:

"Di’ai miei figli bretoni che grande é il mio amore per essi, ma ho il Cuore afflitto nel vederli perdere sia la fede che la loro lingua. Se io non parlo bretone, scendendo da voi, lo faccio perché vorrei che le mie parole fossero sparse nel mondo soprattutto in Francia, il paese che amo tanto e che intenderei sostenere e salvare dai castighi che lo minacciano. Benedico i bretoni. Possano essi conservare la preghiera, la loro fede, la loro lingua e rispondere con amore alle mie domande".

Nell’apparizione del 1° giugno 1956, ottava del Corpus Domini, si alternano le voci di Gesù e di Maria, presenti con i loro Cuori irradianti una vivida luce.

Aumentando il disordine morale il mondo rischia di precipitare nell’abisso, sotto i colpi della Giustizia divina. Cosi ammonisce Maria.

A sua volta, Gesù afferma che, se dovesse punire il mondo come merita, dovrebbe mandarlo in frantumi. È sua Madre a fare da contrappeso con i suoi dolori, con le sue implorazioni e con le sue lacrime.

La parola ritorna a Maria, la quale esorta i suoi figli ad unire le loro preghiere e i loro sacrifici alle sue suppliche per la salvezza dell’umanità. Quando esorta, quando minaccia, intende essere la portavoce della Misericordia divina. Ma con quale esito? Si vivono le ore più cupe della storia. Per questo si moltiplicano gli interventi pressanti di Cristo, di cui Lei é 1’ambasciatrice.

Gesù incalza. Il suo Cuore misericordioso poggia su quello, addolorato e immacolato, della sua Madre celeste. L’uno non può trionfare senza 1’altro, perché se Lui é il Re, la sua Madre é la Regina. Ad entrambi i Cuori, uniti nel vincolo dello Spirito Santo, va consacrata 1’umanità. Questa consacrazione susciterebbe un soffio potente dell’Amore misericordioso, in virtù del quale il mondo si ritroverebbe nella pace, ricreato, rinnovato.

Jeanne-Louise insiste sul miracolo, affinché risulti evidente la soprannaturalità delle apparizioni di Kerizinen, ma la Madonna le ricorda che miracoli ce ne sono stati e ce ne saranno ancora, se i fedeli con la preghiera e i sacrifici li meriteranno.

In realtà segni grandiosi erano avvenuti in passato.

L’8 dicembre 1953, il giorno dell’inaugurazione del1’anno mariano, il sole aveva danzato, come a Fatima, davanti ad un centinaio di pellegrini. Questo fenomeno si era ripetuto i125 marzo 1954, festa dell’Annunciazione. Il giorno delle Palme del 1955, erano caduti petali di rosa; altri fenomeni (emanazione di profumi di giglio, di rosa, d’incenso, dopo le apparizioni, ascolto di canti misteriosi) avevano giovato ad accrescere nel popolo la fede nelle manifestazioni tenacemente contestate.

Ma a gettare acqua sul fuoco provvide un’ordinanza del vescovo, mons. Fauvel, emanata il 12 ottobre 1956, la quale biasimava che a Kerizinen si fosse eretto un oratorio senza 1’autorizzazione della Curia vescovile e imponeva a sacerdoti, religiosi, religiose il divieto di recarsi sul luogo delle "presunte" apparizioni o d’invitare i fedeli a recarvisi.

Questo decreto fu letto, la domenica seguente, 14 ottobre, in tutte le chiese e cappelle della Diocesi.

Va notato che, prima di prendere questo provvedimento, nessuna investigazione, nessuna inchiesta canonica era stata compiuta, come nessuna proibizione era giunta in merito alla costruzione dell’oratorio, anzi vi era stato 1’assenso verbale del vicario generale, mons. Herve. Il parroco consiglio Jeanne-Louise di non recarsi alla messa parrocchiale, quella domenica, dovendosi leggere in chiesa 1’ordinanza vescovile.

Ella si reco a pregare nell’oratorio e la ebbe la visione della Madonna, dalla quale ricevette la comunione mistica e parole di conforto.

La lettura pubblica del decreto vescovile, com’era prevedibile, accrebbe nella gente 1’interesse per Kerizinen e grandi folle si riversarono nel piccolo villaggio, curiose di vedere come stavano effettivamente le cose.

La Vergine non deluse quei figli, apparendo il 31 ottobre 1956. I presenti in gran numero domandarono a Jeanne-Louise che chiedesse alla Madonna un miracolo, affinché venisse confermata chiaramente la soprannaturalità delle apparizioni.

"Tutti aspettano da Voi un grande miracolo!" fece eco la veggente; ed ecco la risposta:

"Lo so. Posso farlo. Mio figlio me ne da la facoltà. Ma mi riservo di compierlo più avanti".

E passò ad un argomento, allora d’attualità, con voce grave, severa:

"Voi vedete che la pace sembra fuggire dal mondo. Dio potrebbe rivendicare i suoi diritti, colpendo duramente questa umanità peccatrice. Da quanto tempo vi metto in guardia! Che importanza é stata data ai miei materni avvertimenti? In questi tempi angosciosi, in questi tempi lunghi avvertirete il miracolo della mia presenza fra voi. Perché visibilmente stenderò sulle terre bretoni la mia protezione. Da queste terre deve sorgere una nuova Francia, una Francia cristiana, governata dal gran Monarca, inviato speciale di Dio quale difensore della Chiesa e della libertà. Sotto il suo scettro fiorirà la giustizia".

Ricordiamo che, in quei giorni cruciali, deflagrava in Ungheria la rivolta popolare contro la tirannia comunista. I carri armati sovietici stavano per soffocarla nel sangue. Nel tempo stesso, reparti militari inglesi e francesi s’impadronirono del canale di Suez. Sembrava in pericolo la pace del mondo.

Anche nella visione successiva, il 12 gennaio 1957, Maria si sofferma su questo fosco scenario. Ella tiene fra le mani un quadro raffigurante un paesaggio avvolto in una fitta nebbia e recante questa iscrizione:

"MONDO 1957". Le parole della Madonna alternano alla minaccia di terribili castighi un caldo appello alla conversione. La buona Madre soffre perché troppe anime si perdono e perché la Chiesa é ferita "interiormente ed esteriormente".

Il 1957 é il penultimo anno di vita di Pio XII. Si profila all’orizzonte il Concilio Vaticano II, si profilano nella Chiesa mutamenti epocali, con i loro splendori e le loro ombre. La terribile crisi postconciliare offrirà il doloroso spettacolo di innumerevoli defezioni nelle fila del Clero e dell’apostasia d’interi popoli, con 1’emergere impetuoso, irresistibile, d’una cultura secolarizzata, scristianizzata.

Ma sulla Chiesa, sul mondo, veglia il Cuore ardente d’amore della Madre, aperto a tutti coloro che, pentiti, vogliono rifugiarvisi.

"Dio é Amore, Bontà, Misericordia,  Ella afferma con forza  e, malgrado l’ora della Giustizia, non può restare indifferente davanti ai sacrifici di tante anime pure, ignorate forse, le quali soffrono e pregano per la salvezza dell’umanità. Le accoglierà come vittime e cosi mo1te Nazioni saranno salvate e purificate. Il Mondo conoscerà un rinnovamento e la Chiesa un trionfo, quando regneranno il Cuore di Gesù e il mio Cuore Immacolato, unito a quello del mio Figlio".

Prima di scomparire, affida alla veggente 1’incarico di rendere noto a tutti che "l’ora di Dio verrà". Scomparsa la celeste visione, davanti agli occhi di Jeanne-Louise si svolge uno spettacolo veramente apocalittico. Riportiamo le sue testuali parole:

"Allora vidi discendere lingue di fuoco, le quali, toccando il quadro, scoppiavano lanciando razzi che, dove arrivavano, distruggevano tutto e aprivano ampi spazi, tanto che il mondo sembrava composto da masse separate le une dalle altre. Mentre alcune di esse tremavano, crollando, un’ombra sinistra avvolgeva le rimanenti.

Quando quell’ombra si dissipo, tutto divenne nitido, ma quale disastro!... Per fortuna Nostra Signora ha ottenuto una dilazione. Preghiamo perché ci si salvi da una tale catastrofe!".

"MONDO 1957".

Cosi, dunque, era scritto in quel quadro emblematico dai lugubri risvolti apocalittici. Perché proprio quel1’anno?

Il 26 agosto 1957, 1’agenzia TASS diffuse la notizia che era stato sperimentato in URSS un razzo intercontinentale, il cui raggio d’azione superava i 5.000 chilometri e s’avvicinava al bersaglio alla velocità di 22.000 chilometri orari, mantenendosi ad una quota di 1.000 m.

Grazie all’alta velocità era praticamente inattaccabile, perché quando scattava 1’allarme, distava appena 300 chilometri dall’obiettivo, che sarebbe stato raggiunto in soli 50 secondi. Inoltre, disponeva di un’elevata precisione: il margine d’errore era di soli 10-20 m. Il missile era dotato di testate termonucleari.

Gli esperti militari americani erano molto preoccupati. Con quell’esperimento i sovietici dimostravano d’essere all’avanguardia nel campo tecnologico militare.

Un analogo razzo americano, largamente pubblicizzato, era fallito al suo primo lancio, il 12 giugno di quell’anno. La nuova arma sovietica rendeva possibile colpire gli Stati Uniti sul loro stesso territorio.

Perché 1’URSS non uso quel missile, nemmeno durante la crisi di Cuba, nel 1962, quando Kruscev si arrese all’ultimatum di Kennedy e ritiro dall’isola i missili che vi aveva piazzato, evitando una guerra nucleare?

La spiegazione é presto data. A quel primo esperimento seguirono altre prove per mettere a punto un’arma di tanto impegno tecnologico. Soltanto nel 1960 si ritenne che fosse in grado di funzionare alla perfezione. Kruscev era gongolante. Volle manifestare la sua gioia all’ONU, con uno show plateale, rimasto famoso: egli batté una scarpa sullo scanno dov’era seduto nella grand’aula del Palazzo di vetro.

Era il 13 ottobre. Lo statista russo indisse per quel giorno una conferenza stampa, nel corso della quale avrebbe annunciato che 1’URSS era in possesso dell’arma "assoluta".

Ma s’affretto a disdire improvvisamente la conferenza. Cos’era accaduto? Proprio quel giorno si doveva compiere in URSS 1’esperimento definitivo dell’arma. Sennonché il missile, appena lanciato, esplose, procurando più di 300 morti, fra cui i tecnici che lo avevano costruito ed il maresciallo Nedelin. Il fatto, tenuto gelosamente nascosto, é stato rivelato dal russo Olev Penkovsky.

Ricordiamo la data: 13 ottobre 1960. Quel giorno ricorreva 1’anniversario dell’ultima apparizione della Vergine a Fatima, col grande miracolo della danza del sole, e un milione di pellegrini pregava per la pace.

La "dilazione" del castigo, di cui parla la Ramonet, é da ravvisarsi forse in quella tragica ma provvidenziale défaillance?.

Ancora i due Cuori uniti occupano 1’apparizione del 16 febbraio 1957.

Il tempo che stiamo vivendo é uno dei più duri e pericolosi nell’intera storia della Chiesa e del mondo. Cosi la Vergine; ma aggiunge che fra le nubi tempestose che solcano il cielo apparirà 1’arcobaleno, a consolazione e conforto degli uomini.

Si, sul mondo purificato regneranno i due Cuori uniti, la cui immagine la Madonna desidera sia collocata nell’oratorio. E promette a coloro che la guarderanno la grazia della conversione e la generosa partecipazione alle sofferenze dei due Cuori feriti dall’ingratitudine umana.

Ma il parroco di Plounevez vieterà 1’installazione nella cappella di quell’immagine sacra.

Ritorna la Vergine il 21 novembre 1957, festa della sua presentazione al Tempio, ed invita a meditare sui suoi messaggi, anche se turbano per il loro contenuto. La paura dei castighi facilita la conversione dei malvagi e la promessa della Vittoria finale di Dio infonde conforto e coraggio nei buoni.

Dio fece salire lentamente le acque del diluvio, affinché i peccatori avessero il tempo di riconciliarsi con Lui. Né si comporta diversamente oggi, distribuendo nel tempo e nello spazio manifestazioni di carattere punitivo nell’intento di fare aprire gli occhi a questa generazione cieca e ribelle, d’indurla alla resipiscenza.

Se cosi non sarà, terribili calamita,  imprevedibili, subitanee, irresistibili, catastrofiche,  procureranno una mortalità spaventosa. L’ultimo flagello non sarà universale come il diluvio, ma lo supererà per 1’intensità dei dolori che procurerà: il diluvio, fu d’acqua, questo di fuoco.

Seguono frasi davvero impressionanti.

"Dio interverrà visibilmente per aver ragione dell’umanità ribelle, per schiacciare I’empietà e confondere il razionalismo. Abbatterà, sezionerà le membra guaste e cancrenose onde salvare il resto del Corpo mistico, che é la Chiesa. Vendicherà il sangue dei giusti, versato dagli empi".

Sotto i colpi del maglio molti si convertiranno, ma lo zoccolo duro resisterà, tetragono, ad ogni sollecitazione della bontà, della misericordia, della giustizia divina, fintantoché Dio non sarà costretto a separare quella zizzania dal buon grano e allora si saprà che é Lui il padrone del mondo, da cui stoltamente si é tentato di cacciarlo.

La Chiesa che uscirà da questo travaglio sarà tutta impregnata dello spirito evangelico, umile nel trionfo, distaccata dalle dignità, dagli onori, dai beni terreni, ardente dello stesso Amore che emana dalle piaghe del Crocifisso. Questo il traguardo cui debbono aspirare i buoni, affrettandone il raggiungimento con le testimonianze della loro vita.

Perciò si guardi al futuro non mossi da morbosa curiosità, ma con gratitudine verso chi ne svela gli arcani, onde prepararsi ad affrontarlo, saggi e previdenti, contribuendo ad allontanare, o perlomeno ad attenuare, i rigori della Giustizia divina.

La visione termina con un dialogo fra la veggente e Maria.

"Hai fatto approntare l’immagine dei due Cuori uniti?". "Non mi é stata data 1’autorizzazione".

"La sola vista di quell’immagine convertirebbe i più grandi peccatori".

"Siete contenta dei pellegrini?".

"Il mio Cuore si rallegra, vedendo il loro impegno. Guardo ciascuno con particolare amore. Assicurali che tutto sarà ricompensato. Le due statue che raffigurano il mio Figlio e me, le candele accese, i mazzi di fiori... Quanta consolazione mi reca tutto ciò, di fronte all’ indifferenza della massa ingrata e infedele".

Fine principale delle sue apparizioni é la salvezza delle anime. Ella cerca d’incrementare la fede e 1’amore di Dio allo scopo di combattere quella grave malattia, che oggi fa strage nella società: 1’abbandono della pratica religiosa.

Un cammino luminoso Ella intende aprire a Kerizinen, dove dispensa grazie straordinarie. Beati coloro che accolgono i suoi inviti e si sforzano d’asciugare la sue lacrime! Essi leniscono le ferite del Cuore del suo Figlio, aperte dalla inconcepibile ingratitudine umana.

Il suo pianto é un avvertimento materno, un monito eloquente riguardo ai castighi terribili che stanno per investire il mondo: per attenuarli, Ella domanda corrispondenza alle sue accorate esortazioni. Disattendendole, si spegnerebbe 1’unica speranza che rimane. Gli uomini sono impotenti a ristabilire la pace. Spetta ai suoi figli riconquistarla con una crociata di preghiere, di riparazioni, d’atti d’amore, rivolti alla Misericordia di Dio.

Il rosario meditato é 1’arcobaleno che il Signore fa splendere nel firmamento della Chiesa, una ghirlanda di rose, che lega i cuori degli uomini a quello, addolorato e immacolato, della Vergine.

Maria lancia un grido d’esortazione:

"Coraggio! Io veglio, io vi amo! Guido l’immensa nave del mondo cristiano attraverso scogli insidiosi, tempeste violente. Vedo apparire correnti contrarie, affiorare scogliere pericolose, contro le quali la nave potrebbe urtare e spezzarsi. Scendo fra voi non per portare il mondo alla rovina, ma per salvarlo, per ricondurlo in seno al suo Creatore. E, quand’anche, per le sue colpe, esso andasse in frantumi, io ne raccoglierei i frammenti, li presenterei con le mie mani agli occhi pietosi di Dio, perché nella sua immensa longanimità li ricomponga, li rimetta insieme. Fino a questo punto giunge il mio amore per gli uomini!".

E prosegue: "Pregate per la Francia. Quando avrà compiuta la sua purificazione, Dio le mostrerà la sua compiacenza. Perché Dio con una mano abbatte, ma con I’altra purifica, rialza. Pregate per il S. Padre (Pio XII, prossimo alla morte), per la Chiesa, perché, superata la bufera terribile che l’attende, possa finalmente, libera e vittoriosa, diffondere il Vangelo unico e vero di Gesù, il quale sarà allora amato e servito su tutta la terra, diventata un’oasi di pace".

La Vergine infine domanda che venga istituita nella parrocchia di Plounevez-Lochrist 1’associazione dei Figli di Maria, desiderio già espresso i14 ottobre 1947. Ella traccia anche il programma dell’istituzione. Parola d’ordine: "Tutto per Gesù e per Maria".

Impegno: "La recita quotidiana del rosario meditato". Scopo precipuo: "Consolare il Cuore di Gesù mediante il Cuore, addolorato e immacolato, di Maria".

Virtù caratteristiche da praticare: "Unità – Dolcezza – Misericordia".

Il parroco, che era 1’abate G., messo al corrente della proposta interpello la Curia vescovile di Quimper, la quale nemmeno rispose. La Madonna aveva già avvertito Jeanne-Louise dell’opposizione che avrebbe incontrato e la esorto a non avvilirsi, ma piuttosto a rallegrarsi. Le afflizioni di quaggiù si muteranno in una grande gioia nel cielo.

Gettasse quel piccolo seme nel Cuore di Lei e avrebbe provveduto Ella a fecondarlo. Le aveva anche preannunciato che sarebbero sorte, un giorno, tante associazioni, come quella da Lei richiesta, da giungere alla formazione d’una Congregazione intitolata al Cuore addolorato e immacolato di Maria.

A Kerizinen 1’associazione dei Figli di Maria é sorta nel 1977.

Nel 1958 scoppia in Algeria la rivolta anticolonialista, creando seri problemi alla Francia. Il 13 maggio, la capitale é in preda alla rivoluzione. Si profila all’orizzonte una guerra lunga e disastrosa, con imprevedibili conseguenze per lo stato francese. Undici giorni dopo, vigilia di Pentecoste, la Madonna appare a Kerizinen.

"Voi sapete che la guerra non risolve alcun problema", Ella afferma e, fortunatamente il pericolo sarà scongiurato per la lungimiranza di quello statista di prim’ordine che fu il generale De Gaulle.

Ma nel suo messaggio la Vergine insiste sui disastri cosmici, inimmaginabili, cui il mondo andrebbe incontro, se un conflitto dovesse deflagrare: "Sarebbe una distruzione universale". Questa terribile prospettiva dovrebbe spingere gli uomini a rifugiarsi in seno a Dio. Un sicuro parafulmine sarebbe la consacrazione del genere umano al Cuore sacro e misericordioso di Cristo e al suo Cuore addolorato e immacolato, uniti nello Spirito Santo. Quei due Cuori possono arrestare il diluvio di fuoco e di sangue che minaccia la terra. Lo Spirito Santo poi si rivela come 1’unica forza costruttiva di fronte alla distruzione che la scienza umana sta improvvisamente preparando.

Per la sua virtù s’é formato il sangue di Cristo, la cui effusione ha riconciliato la terra con il Cielo. Ma lo Spirito Santo non ha assunto natura umana, non si é reso visibile come il Verbo, perciò é più difficile riconoscerlo. Per questo si é degnato di operare, tramite Maria, la sua Sposa diletta. Oh, le maraviglie che compirà, mediante Cristo e la Vergine santa! E già le compie, mutando i cuori, trasformando 1’odio in sentimento d’amore. Verrà il giorno in cui 1’umanità gusterà gioie e delizie, oggi inimmaginabili, nello splendore della Chiesa rinnovata.

Ma a questo quadro idilliaco fanno riscontro, nella quarantaduesima apparizione (15 ottobre 1958), i rimproveri e le minacce che Cristo e la Vergine rivolgono, una volta ancora, agli uomini, per la loro incredulità, indifferenza, ingratitudine.

"L’origine dei mali é il rifiuto di riconoscere a Dio la sua sovranità".

Di qui i propositi delle nazioni, abbandonate da Dio, di scagliarsi le une contro le altre, di sgozzarsi a vicenda, riempiendo il mondo di sangue e di rovine.

Riflettano quindi le genti! Facciano penitenza i peccatori, ed i giusti si esercitino nella pazienza e nella fiducia. Saranno proprio queste sciagure a salvare un gran numero d’anime. Il periodo che ci attende sarà all’insegna della purificazione.

Come aquila, lo Spirito Santo vola al di sopra dei cuori e col suo sguardo di fuoco affascina quelli che palpitano d’amore per Lui, fulcro del regno dello spirito. Egli opera meraviglie, finche non sia compiuto il numero delle vittime designate. Nessun allarme perciò di fronte ai grandi avvenimenti di cui saremo partecipi, ma preghiera, vita d’amore, perché, se gli uomini hanno bisogno dell’aiuto di Dio, a sua volta Dio domanda il concorso degli uomini per la realizzazione dei suoi disegni.

Al termine del suo messaggio, la Vergine invita a pregare molto per la Chiesa, per la Francia, minacciata da Paesi nemici: sarà miracolosamente salvata dal grande sovrano, già predestinato.

A questo punto Cristo annuncia che il suo regno é vicino, Egli regnerà con la sua Madre santissima.

29 aprile 1959: Quarantatreesima apparizione.

I primi Sputnik, le prime navicelle spaziali escono dall’atmosfera terrestre per avventurarsi nell’immenso spazio cosmico. Motivo d’orgoglio per 1’intelligenza dell’uomo, dimentica che essa é un dono di Dio.

Apparendo, la Madonna ha parole di rimprovero, per "i poveri umani", i quali intendono sfidare il Cielo con tutti i loro ordigni, che lanciano nell’atmosfera. Nel loro incontenibile orgoglio, si credono altrettanti dei, detronizzando Colui che del sole e degli astri é il mirabile Creatore.

Passa poi a parlare della Francia, dove é caduta la Quarta repubblica. Poteva scaturire dalla sommossa popolare una sanguinosa Rivoluzione, invece il passaggio alla Quinta Repubblica é avvenuto pacificamente, per le umili preghiere di molte anime che hanno compreso 1’importanza dei messaggi mariani.

Per questi segni della benevolenza divina quella nazione, che ha superato tutte le altre nell’apostasia dalla fede, dovrebbe essere grata a Dio. Quante volte il piede di Cristo e quello della Vergine si sono posati sul suo suolo: Paray-le-Monial, Laus, Rue du Bac, La Salette, Lourdes, Pontmain, Pellevoisin, Ile-Bouchard!... Tutto perché pieghi le ginocchia davanti al Signore e risponda all’appello lanciato più di tre secoli fa da Paray-le-Monial, quello cioè di proclamare, in un grande slancio d’amore e di riconoscenza, la Regalità di Cristo sull’intera Nazione.

Si preghi anche incessantemente per la Chiesa, che attraversa una crisi profonda. Ma quest’ora che sembra cosi cupa, darà luogo ad un prossimo memorabile trionfo. Oh, la meravigliosa Chiesa che sta per nascere! Una Chiesa umile e povera, mentre il mondo sarà tutto immerso nella cupidigia dei beni terreni. Una Chiesa forte, lanciata verso prodigiose conquiste. L’umanità intera avrà in lei la guida. Si realizzerà allora il vaticinio evangelico: un solo ovile sotto un solo pastore.

A sua volta Gesù afferma che, quando il mondo respingeva il vero Dio, Lui é sceso sulla terra per illuminarla. Ora che Dio é nuovamente rigettato, Egli manda la sua Madre, perché con la luce dei suoi ammaestramenti porti il mondo alla Pace.

Non si crede abbastanza al ruolo della Vergine nel mistero della salvezza. Come si può costruire un’autentica vita spirituale, senza Colei che in quel mistero occupa un posto predominante? Ella non si sovrappone al redentore. Ma é il redentore che ha voluto al suo fianco quella Creatura celeste, merce la quale 1’umanità, strappata alla misera condizione in cui 1’aveva precipitata il peccato, partecipa alla vita della Trinità divina.

Non si può accedere all’economia salvifica se non si assume una posizione di fiducia, d’amore filiale verso Maria. Cristo ha disposto che agonizzasse anche Lei, come Lui, sotto la croce, perché da tanto suo dolore scaturisse la Redenzione insieme ai dolori atroci da Lui patiti. E per questi meriti Egli la fa sedere accanto a Sé in cielo col suo corpo verginale, risuscitato e riunito a quell’anima benedetta, senza attendere il giorno della resurrezione finale.

Le grazie passano per le mani di Maria, prima di giungere sulla terra. In altre parole é Lei il canale attraverso il quale scendono dall’alto i favori celesti; pertanto la devozione alla Madonna non é facoltativa ma doverosa. Madre di Dio, corredentrice del genere umano, Ella é 1’intermediaria, dalla quale non si può prescindere per giungere al1’Onnipotente. Le apparizioni degli Anni 50 si chiudono il 15 dicembre 1959.

La Vergine parla ancora di "un’ora tragica e decisiva per l’umanità", nella quale si gioca la partita finale fra la Luce e le tenebre. Quante anime cadono nel laccio di Satana!

Ma, come sempre, la celeste Messaggera contrappone a questo quadro lugubre un futuro splendido, in cui Cristo sarà glorificato, la Chiesa rinnovata, in cui una nuova generazione d’apostoli, santi e pieni di zelo, testimoni autentici dell’infinito amore di Cristo, porterà nel mondo il fuoco dello Spirito Santo. Il mondo vivrà una nuova Pentecoste. La luce del volto di Dio sarà più splendente del sole. Sara quello il tempo più bello che la terra abbia conosciuto.