
Quando, il 7 ottobre 1939, la Vergine ritorna a Kerizinen, già infuria la guerra.
Il 1° settembre, le divisioni corazzate tedesche hanno invaso la Polonia la quale é crollata sotto il diluvio di ferro e di fuoco che 1’ ha investita.
Il 3 settembre, 1’Inghilterra e la Francia hanno dichiarato guerra al Reich. I tanti peccati degli uomini sono all’origine di quel terribile castigo. "Chatiment" é 1’esatta parola pronunciata dalla Signora. La guerra potrebbe finire "sub peu", in breve, Ella soggiunge, se gli uomini si convertissero ad una vita di penitenza e di preghiera. Invita a recitare il rosario, di cui quel giorno ricorre la festa, assieme ai bambini, cosi cari al Signore. Fra una decina e 1’altra insegna a ripetere la giaculatoria: "Signore, abbi pietà dei peccatori". Vuole infine che sia dato largo spazio ai misteri, "perché il rosario senza i misteri é come un corpo senz’anima".
Fiaccata la resistenza polacca, subentra nel conflitto una stasi. Il fuoco cova non sotto la cenere, ma sotto il manto nevoso che copre 1’Europa. In quel frattempo avviene una nuova apparizione.
È il 7 dicembre 1939, vigilia della festa dell’Immacolata. In quell’incontro risuona un messaggio carico di speranza: "Raddoppiate con fervore preghiere e sacrifici nel prossimo tempo natalizio e Gesù vi concederà un periodo di pace, come voi desiderate. Mentre i vostri soldati usano le armi materiali, voi servitevi delle armi spirituali.(...) Se mi date ascolto, la guerra finirà alla meta d’ottobre del 1940".
La crociata di preghiera, cosi fervente nei primi mesi di guerra, ha subito un calo e la Vergine lo sottolinea, apparendo il 2 aprile 1940. Ella evidenzia il calvario che dovranno sostenere i prigionieri di guerra. Una pagina efferata dell’immane conflitto, infatti, é stata scritta nei lager nazisti, famigerati luoghi di torture fisiche e morali per milioni d’esseri umani, molti dei quali inceneriti nei forni crematori. Per evitare che la guerra duri ancora a lungo, vi é un infallibile rimedio: far tesoro dei messaggi che Ella reca dal Cielo.
In maggio, forse il 24, quando a Plounevez si celebrava il tradizionale "Perdono", Maria rivela alla veggente la prossima invasione della Francia da parte dei tedeschi. Ed assicura che interverrà presso Colui che tiene nelle sue mani le sorti degli uomini, affinché, con un segno della sua misericordia ed onnipotenza, affretti la fine della "malheureuse tempete". Ma é necessario che i suoi figli si stringano a Lei, uniti e pieni di fede.
In realtà la rapidità con cui le armate del Terzo Reich, aggirata la linea Maginot, dilagarono nella Francia del Nord, dopo avere sgominati gli eserciti alleati, lasciò il mondo col fiato sospeso. Nello spazio d’un mese, dal 12 maggio al 14 giugno, le invincibili divisioni corazzate germaniche si aprirono la strada per Parigi, dove issarono la croce uncinata sulla torre Eiffel.
Virtualmente in Francia la guerra era finita. La Madonna ne aveva preannunciato il termine per la metà d’ottobre del 1940. Veramente 1’armistizio era stato firmato il 21 giugno a Compiegne, ma di fatto, la pace tra la Francia occupata e il terzo Reich si stabili con 1’incontro a Montoire fra Hitler ed il capo del governo collaborazionista di Vichy, il maresciallo Petain, il 24 ottobre.
In quell’incontro Petain firmo un patto, in virtù del quale garantiva che avrebbe fiancheggiato la Germania nella lotta contro 1’Inghilterra e gli altri nemici del Terzo Reich, ed Hitler a sua volta assicurò che la Francia, amica della Germania, avrebbe occupato un posto di rilievo nella nuova Europa.
Il vaticinio della Madonna dunque si era avverato in pieno.
L’assenza d’uno stato di guerra armata sul suolo francese si protrasse fino allo sbarco degli alleati in Normandia, nel giugno del 1944.
Apparendo il 7 ottobre 1940, la Vergine espresse il desiderio che s’incrementasse la devozione del rosario, di cui in quel giorno ricorreva la festa. Quella devozione, cosi cara al suo cuore, vantava a Plounevez una lunga e gloriosa tradizione. Erano stati i domenicani ad introdurla e, nel 1637, era sorta una Confraternita con quel nome, alla quale venivano iscritti i fanciulli il giorno stesso del loro battesimo.
Il 22 giugno 1941, le divisioni corazzate tedesche dilagarono nella pianura sarmatica, travolgendo con impeto irresistibile le forze armate sovietiche. La Blitzkrieg ripete sul fronte orientale la stessa fulminea avanzata che aveva compiuto, 1’anno precedente, sul fronte occidentale.
La periferia di Mosca fu raggiunta con estrema facilita, Leningrado venne stretta in un assedio durissimo, il Caucaso con i suoi preziosi giacimenti petroliferi fu occupato nell’agosto dell’anno seguente. Il Führer, gongolante, sentenziò: "La Russia sovietica militarmente é liquidata".
Il colosso bolscevico, infatti, sembrava giunto veramente al collasso. Come poteva la Madonna dire alla veggente, il 5 maggio 1942: "Ben presto la Russia sarà in grado di dare il suo aiuto alla guerra e ciò provocherà un ‘bon choc’ ai vostri nemici (i tedeschi)?". Sta di fatto che, pochi mesi dopo, nel febbraio 1943, i russi liberarono Stalingrado, occupata dai tedeschi, con la battaglia più terribile e sanguinosa dell’intero conflitto e la Wehrmacht, ritenuta invincibile, subì un colpo mortale, preludio della catastrofe.
Ma 1’occhio di Maria si spinge oltre, scorge i danni che deriveranno dalla vittoria della Falce e Martello: "Pregate molto, anime cristiane, Ella esorta, per quel grande paese, ostile alla Chiesa, altrimenti i comunisti si insedieranno un po’ovunque, anche in Francia, e la Chiesa per colpa loro dovrà molto soffrire".
Dopo Yalta e dopo 1’avvento al potere in Cina di Mao-Tse-Tung, 1’espansione del comunismo raggiunse dimensioni planetarie. In Francia i seguaci di Stalin avevano governato nel 1936 nel Fronte Popolare con Leon Blum. In seguito ritenteranno la scalata al potere, ma senza riuscirvi, come vedremo, per un intervento diretto di Maria.
I danni spirituali, morali, economici e politici recati alla società dal socialismo reale sono sotto gli occhi di tutti. Contro la religione esso ha scatenato la persecuzione più faziosa e violenta che la storia abbia mai registrato. Ben 200 mila ministri del culto di varie confessioni religiose sono stati deportati, torturati, uccisi, alcuni crocifissi alle porte delle loro chiese, secondo notizie di fonte russa emerse recentemente dall’apertura di archivi prima tenuti gelosamente segreti.
La Madonna prosegue invitando a ricevere la comunione i primi sabati del mese, come aveva suggerito a Lucia, per ottenere la conversione della Russia.
Appena 17 giorni prima, il cardinale Schuster aveva reso pubblico il messaggio di Fatima, risalente al 1917, nel quale si annunciava quella conversione se il Santo Padre avesse consacrato la grande nazione al Cuore Immacolato di Maria; Jeanne-Louise, tuttavia, era all’oscuro del gesto compiuto dall’arcivescovo di Milano di cui poco o nulla avevano parlato gli organi d’informazione. Ciò depone a favore dell’autenticità dei messaggi di Kerizinen. All’insaputa della veggente, Maria ripete a lei ciò che, 25 anni prima, aveva comunicato ai tre pastorelli alla Cova da Iria.
Il 2 maggio 1943, 1’apparizione si svolge silenziosamente. Il confessore di Jeanne-Louise interpreta quel silenzio come un tacito rimprovero, perché, non scrivendo i messaggi, si corre il rischio che vengano dimenticati. Subito la veggente, munita di penna, carta e calamaio, si mette all’opera. I messaggi ricevuti sono indelebilmente fissati nella sua memoria e, senza eccessiva difficoltà, riesce a riportarli.
A questo punto, qualche ipercritico può malignamente ipotizzare che, presentando sotto il profilo profetico fatti già avvenuti, la contadinella abbia "barato" allo scopo di dimostrare la soprannaturalità delle sue visioni.
Ma noi lo neghiamo. Com’é possibile una simile mistificazione da parte d’una contadinella, semplice e onesta, come la Ramonet? Prescindendo dall’elemento soprannaturale, come spiegare che una creatura di modesto livello culturale, vissuta in un ambiente dagli orizzonti ristrettissimi, abbia potuto scrivere questi messaggi di cosi profonda spiritualità, mirabili per intuizioni mistiche, per spunti ascetici e teologici di cosi alto spessore? Senza dire che 1’elemento profetico occupa notevole spazio anche dopo il 2 maggio 1943.
La Ramonet non era più colta di Melania, che, redigendo il segreto de La Salette, domandava come si scriveva "anticristo", e il significato di "souillee" (sporca), o di Bernardette, che non capiva perché la Madonna si chiamasse "Immacolata Concezione", due parole per lei incomprensibili, o di Lucia di Fatima, che era convinta che la Russia, per la quale la Vergine le aveva detto di pregare, fosse una povera peccatrice, bisognosa di conversione. Del resto, anche Jeanne-Louise domanderà a Maria il significato della parola "apostasia", a lei del tutto sconosciuta.
No, ritenere truffaldine queste quattro candide pastorelle, scelte a cosi alta missione proprio per la loro pochezza e la loro innocenza, é un’offesa al buonsenso, alla ragione.
Ancora preghiere, ancora sacrifici chiede la Vergine il 2 febbraio 1944, festa della Presentazione al tempio del Signore, ma poi apre i cuori alla speranza, invitando a guardare oltre le fosche nubi che ingombrano il cielo, ad un "pale lueur", ad un pallido raggio, che diventerà, un giorno non lontano, una grande luce: la cessazione della guerra e 1’avvento della pace.
Infatti, quattro mesi dopo, gli eventi precipitano: sbarco alleato in Normandia (6 giugno), liberazione di Parigi (19-25 agosto), armistizio, firmato a Reims il 5 maggio 1945 e, il giorno seguente, completa capitolazione della Germania.
Ma i pericoli sussisteranno anche nel dopoguerra. Nella consapevolezza che i suoi appelli non saranno ascoltati, la buona Madre ci mette in guardia da "nou-vaux et plus lourds chatiments", da nuovi e più pesanti castighi, addirittura da una "folle tempete", da una folle tempesta.
E lancia una calda esortazione alle anime pure e generose, affinché si sacrifichino per coloro che con i loro peccati, soprattutto d’impurità, feriscono il cuore di suo Figlio. Soltanto una crociata promossa da spiriti dediti alla preghiera e alla penitenza potrà arrestare la valanga del male che avanza e "l’umanità, oggi schiacciata sotto il peso del peccato godrà un’era di pace, destinata a durare fino alla fine dei tempi".
Un severo avvertimento rivolge alla Francia, minacciata dalla rivoluzione e dalla persecuzione religiosa. Il rosario meditato é la medicina per salvarla, altrimenti, come nel 1939, lo "choc" sarà inevitabile.
La veggente é invitata a recitare questa preghiera:
"0 Gesù, mi dono a Voi per mezzo del Cuore immacolato e addolorato di Maria, per essere sempre la consolazione del vostro Cuore divino.
Sacro Cuore di Gesù, venga il vostro regno per mezzo del Cuore addolorato e immacolato di Maria".
Il 1° maggio 1944 ha luogo 1’ultima visione del periodo bellico. Appare alla veggente un quadro che mostra due scene distinte. Una raffigura una grande folla che insorge furibonda, lanciando insulti e pietre contro un gruppo di preti, i quali vorrebbero impedirle d’issare una bandiera; il diavolo aizza quegli scalmanati, mentre in un angolo la Vergine piange, triste in volto.
Un’iscrizione dice: "Esaltazione del comunismo".
L’altra scena raffigura un gruppo di fanciulle che indossano abiti biancoazzurri e recitano instancabilmente la corona del rosario. Accanto ad esse un’altra iscrizione, in cui si legge: "Salvezza dal comunismo".
Il comunismo si era appropriato del 1° maggio, festa del lavoro. Per decenni quel giorno ha visto il trionfo dei manipolatori del mondo operaio, ammaestrato alla ideologia marxeninista. Chi non ricorda le mastodontiche parate sulla Piazza Rossa a Mosca alla presenza dei capi del Cremlino, davanti ai quali pareva che il mondo intero dovesse inchinarsi?
Ma, grazie alle preghiere di quell’armata biancoazzurra, da festa pagana il 1° maggio é diventata la festa di S. Giuseppe artigiano, patrono dei lavoratori. In contrapposizione alla Falce e Martello i credenti si rivolgono in quel giorno al falegname di Nazareth, il cui Figlio putativo ha usato nella bottega del padre, con le sue mani, quelle mani che hanno creato il mondo, la sega e la pialla. Lode a Pio XII, che il 1° maggio 1955 ha compiuto quel gesto coraggioso e rivoluzionario.