I MESSAGGI DELL’IMMEDIATO DOPOGUERRA (1946-49)

Il 7 ottobre 1946, festa del rosario, si ha la prima manifestazione del dopoguerra. Ancora la vittoria sul comunismo é preannunciata da una allegoria figurativa. Appare a forma di cuore una grande corona con i grani bianchi e il crocifisso dorato. È avvolta in un alone di luce e circondata da un’iscrizione che dice: "Coraggio ai fedeli perseveranti nel rosario. Essi, un giorno, vinceranno il comunismo".
Un anno dopo (4 ottobre 1947), si ha la seconda visione. Jeanne-Louise domanda alla Signora un miracolo perché i fatti prodigiosi di Kerizinen acquistino credibilità.
"Ti propongo di donarti la salute" le dice la Vergine. La salute é sempre stata il sogno della contadinella. Per guarire dai postumi della poliomielite si é sottoposta ad una terapia di recupero a Brest. Per avere la forza di mandare avanti 1’azienda agricola, é andata pellegrina a Lourdes. Ora ciò che é stato il suo più vivo desiderio le viene proposto come una realtà sicura, immediata.
Quale lusinghiera prospettiva! Ma, alla luce dell’insegnamento mariano, si é sviluppata in lei la convinzione che il dolore é un potente strumento d’apostolato, un privilegio, un dono che Dio concede a chi nel corpo sofferente ambisce rivivere la Passione di Cristo.
Perciò rifiuta e domanda in cambio la guarigione d’altri infermi.
"Non vi sono sufficienti preghiere" le risponde la Madonna. Parole che inducono ad una seria riflessione.
Quel rifiuto coraggioso eleva Jeanne-Louise ai vertici della spiritualità, la accomuna a Melania Calvat, a Bernardette Soubirous, a Giacinta di Fatima. È desiderio della Madre celeste che i suoi messaggi siano mandati all’abbe M. B., già parroco di Plounevez e direttore spirituale di Jeanne-Louise, trasferito nel 1945 in una parrocchia del Finistere del Sud. La veggente, nel mettersi a contatto con lui, gli domanda di poter usufruire ancora della sua direzione spirituale, ma egli rifiuta perché, dice, non ha la grazia di guidare le anime della parrocchia che ha abbandonato.
Il parroco in carica, che la Vergine chiama "zelante e pio", si dimostra tuttavia debole nel reprimere il male che avanza anche a Plounevez. Dovrebbe incrementare la devozione a Cristo, già così viva in un paese che porta il suo nome (Lochrist). Dovrebbe istituire 1’associazione dei Figli di Maria, con 1’impegno del rosario quotidiano e con la pratica delle virtù evangeliche, bontà, umiltà, misericordia. Con queste iniziative la gioventù, "pazza di divertimenti e di piaceri", sarebbe ritornata alla fede e la parrocchia sarebbe rifiorita, come prima.
Jeanne-Louise manda il messaggio all’interessato, ma senza avere nessuna risposta. Spera che il clero della parrocchia partecipi all’apparizione del 7 ottobre, preannunciata dalla Madonna, mentre é sua abitudine non comunicare la data degli incontri; il giorno fissato, invece, il parroco e gli altri preti brilleranno per la loro assenza.
In quella circostanza Maria avverte che la Francia e 1’intera Europa sono minacciate da gravi "chatiments" e suggerisce come rimedio la recita della "Coroncina delle sante piaghe di Cristo", già in auge a Plounevez.
Il ripetuto annuncio di castighi assume accenti drammatici nell’incontro del 27 dicembre 1947. "0 France, ta vie est en danger!" (0 Francia, la tua vita é in pericolo!). E in una serie d’interrogativi Maria pone quella Nazione di fronte a tragiche prospettive. "Perché resti sorda ai miei appelli? Preferisci che le tue terre diventino campi di battaglia? Che i tuoi nemici si lascino dietro mucchi di cadaveri e solchi insanguinati? Ti alletta lo spettacolo di città distrutte, annientate, inghiottite dalle onde dell’oceano?".
Ritorna alla mente il messaggio de La Salette: Parigi distrutta dal fuoco, Marsiglia sommersa dai flutti del mare.
Benché colma di dolore, la Madre Celeste non dispera della salvezza dei suoi figli. Li sprona a respingere i falsi profeti, le loro dottrine perverse. "Un’arma terribile per il nemico delle anime" é il rosario. E lancia un ordine insolito sulle sue labbra:
"Chretiens, debou.", Cristiani, in piedi. L’apostasia "n’aura qu’un temps", durerà poco; scomparirà all’avvento di Cristo".
Il momento deve essere ben grave, se la buona Madre appare anche altrove in Francia. Dall’8 al 14 dicembre 1947, quattro bambine la vedono in una chiesa d’Ile-Bouchard (Indre-et-Loire). Ella le invita a pregare per la loro patria in pericolo. Infatti, il partito comunista, dopo aver distribuito armi alle sezioni, promuove scioperi e moti rivoluzionari.
Incombe la minaccia della guerra civile. Le bambine raccolgono 1’invito della bella Signora e accade 1’incredibile. Benoit Franchon, regista rosso delle manovre insurrezionali, nonostante il parere contrario dei suoi "compagni", ordina la cessazione dei moti e la pace e 1’ordine ritornano a regnare nel paese.
È il 9 dicembre, 1’indomani della festa dell’Immacolata. Grazie alle preghiere di quelle anime innocenti, le oscure trame dei nemici di Dio sono state sventate. Nel messaggio del 27 dicembre, la Vergine ha pronunciato la parola "apostasia". La contadinella di Kerizinen non ne conosce il significato e ne domanda la spiegazione (7 febbraio 1948).
"Apostata, le risponde la Signora, é ogni cristiano che rinnega Cristo".
Poi Ella insiste perché Jeanne-Louise continui a tenersi in contatto col suo vecchio direttore spirituale, quantunque non si sia più fatto vivo, malgrado abbia continuato a ricevere i messaggi.
Arriviamo al 2 aprile 1948. Jeanne-Louise raccomanda alla Vergine un caso pietoso. Una giovane di Kerizinen, Herveline le Bras, ridotta in gravissime condizioni da una malattia misteriosa. La veggente domanda la sua guarigione, ma la risposta che riceve la lascia perplessa.
"La tua vicina non guarirà. Tale é la volontà del mio Figlio. Egli le riserva una grazia migliore: il Paradiso. La sua liberazione avverrà nella prima festa che la Chiesa celebra in mio onore, dopo il mese del S. Cuore (giugno). Tu lo manifesterai soltanto dieci giorni prima, per non turbare troppo quella famiglia".
Jeanne-Louise custodì gelosamente il segreto, benché gli pesasse sul cuore come un macigno.
La sera del 21 giugno si recò, come al solito, a Ploune vez, dov’era 1’ammalata, per praticarle la quotidiana iniezione e, quando ebbe finito, la madre della giovane volle accompagnarla per un tratto di strada. Era suo desiderio riportare 1’ammalata a Kerizinen, ma la Ramonet la dissuase e, prendendo il coraggio a due mani, le comunicò il doloroso segreto: sua figlia non sarebbe guarita. Tale era la volontà del Cielo. E le rivelò la data esatta della morte.
La madre scoppio in un pianto dirotto. "Almeno fossi certa che andrà in Paradiso" disse fra i singhiozzi. Allora la veggente le ripeté le parole della Madonna. Si, sua figlia sarebbe andata certamente in Paradiso. Quest’assicurazione fu come un balsamo sul cuore ferito di quella povera madre.
La morte sopraggiunse il 2 luglio, festa della Visitazione della Beata Vergine.
Herveline aveva 24 anni, essendo nata i125 marzo 1924, festa dell’Annunciazione.
Il 29 maggio 1948, vigilia della festa di Santa Giovanna d’Arco, patrona della Francia, la Madonna prospetta giorni tristi per la diletta nazione. È prossima una guerra "lourde de consequences", scatenata dalla Russia. Anche la Francia sarà invasa e la Chiesa dovrà soffrire molto. Con accento materno, la Madonna promette che lenirà molte pene e che salverà la "figlia primogenita della Chiesa", se presterà ascolto ai suoi messaggi.
Dopo la caduta del muro di Berlino, quest’annuncio può sembrare anacronistico. Ma é proprio cosi? Il comunismo domina ancora in grandi Paesi, come la Cina, il Vietnam, la Corea del Nord, la Cambogia, ecc. Né si può dire tramontato nell’Europa dell’Est. Dirigenti del vecchio regime hanno di nuovo il potere in Polonia, in Ungheria, mentre in Romania non hanno mai cessato di tenere il comando. In Italia fanno parte della maggioranza che é al governo, dopo le elezioni politiche del 1996. Così in Francia dal 1997.
Quanto alla Russia, giungono di là notizie poco rassicuranti. Il brutale attacco di Mosca alla piccola Repubblica di Cecenia indica che le animosità belliche perdurano. Ma vi è di più. "Che gioco sta facendo Yeltsin?", si domanda il corrispondente dagli Stati Uniti del Resto del Carlino. "Firma trattati di disarmo, (...) poi scava sotto gli Urali meridionali una città con ferrovie, strade e bunker, servendosi di migliaia di tecnici. (...)
Il complesso viene localizzato nella montagna di Yamantau presso Beloretzk. Vi lavorano migliaia di persone. Potrebbe essere utilizzato, una volta terminato, come base nucleare o come stabilimento per la produzione d’armi nucleari o chimiche. Il New York Times, che riporta la notizia, riferendosi a fonti sia americane che russe, si domanda: a che scopo?". Appunto: a che scopo?
Materiale nucleare sofisticato starebbe per consegnare il Cremlino ai fondamentalisti dell’Iran e alla Cina. Profonde nostalgie staliniane e brezneviane ristagnano tuttora in larghi strati della popolazione, tanto che nelle recenti elezioni presidenziali si é temuta la vittoria del candidato dell’antico regime.
E non é tutto. Anche il colonnello Gheddafi é impegnato a costruire dentro una montagna a Tathunah, a sud di Tripoli, con gallerie a tre piani, una gigantesca fabbrica di missili con testate chimiche, capaci di raggiungere gran parte del Mediterraneo. Se diretti contro 1’Italia potrebbero distruggere Napoli.
Nella fabbrica della morte sono impiegati tecnici asiatici e "russi". I russi, infatti, non sarebbero soli nell’attacco all’Europa, li affiancherebbero gli arabi, stando ad un vaticinio della Vergine. E il mondo arabo fa veramente paura, col suo dogma coranico della "guerra santa", col suo fondamentalismo, con la sua esplosione demografica.
L’Europa occidentale, stremata da decenni di civiltà consumistica, imbelle e snervata, diventerebbe una preda facile.
Il vescovo mons. Paolo Hnilica, che ha conosciuto le atrocità persecutorie dei comunisti cechi ora é impegnato nell’evangelizzazione dei Paesi dell’Est, scrive :
"Benché il Papa abbia consacrato la Russia e il mondo al Cuore Immacolato di Maria, noi vediamo oggi che la Russia é ben lontana dalla conversione al cristianesimo, al contrario mi sembra che essa rappresenti ora più che in passato una grande minaccia per l’umanità".
L’invasione dell’Europa trova conferma in altre profezie, alcune recentissime.
Una mistica francese, che si nasconde sotto la sigla "J.N.S.R.", "Je ne suis rien" ("Io non sono nulla"), scrive in data 7 ottobre 1995:
"Io te l’avevo detto (é Gesù che parla) che la Francia stava per essere minacciata e stava per subire molti assalti (...). Branchi di lupi stanno per discendere nelle strade, per dominare ovunque e sterminare tutto al loro passaggio. Il loro linguaggio é avvelenato dalla bestemmia, la loro legge porta il nome di ‘vendetta’ (...). Uomini che non hanno nulla d’umano stanno per annientare ciò che resta ancora dei paesi in rovina e massacreranno intere regioni in nome del loro dio vendicatore".
Più esplicita la sensitiva francese suor Beghe, la quale così predice, il 2 dicembre 1987, per bocca di Gesù:
"Quando le nazioni saranno completamente esangui, senza più alcun ordine e autorità, la Russia si metterà in cammino e il terrore le sarà fratello". E ancora, il 9 dicembre 1987: "La Francia sarà punita molto duramente, perché é la figlia primogenita della Chiesa ed ha trascinato nei suoi errori e nei suoi tradimenti molte altre nazioni".
Ma, cessato il periodo della purificazione, quella grande nazione si porrà alla testa della rinascita del mondo all’insegna di Cristo e del Vangelo.
Lo afferma la Vergine a Kerizinen: "La Francia, ritornata a Cristo, assumerà una fisionomia talmente religiosa da essere la luce dei popoli pagani" (29 maggio 1948).
Le fa eco "J.N.S.R.", ripetendo le parole di Gesù: "Il mio stendardo che reca il motto ‘Chi come Dio? ’, sarà sempre quello che la Francia ha innalzato contro i suoi nemici. Desidero che il vostro Paese sappia quanto io lo ami. Amo teneramente la patria che é stata consacrata alla mia Madre, santa e immacolata. Prometto assistenza a quanti si schiereranno dalla parte della mia santa Madre, nel combattere la più grande battaglia che mai sia stata organizzata nel mondo intero: la battaglia del santo rosario contro il maligno".
Alla testa dell’esercito vittorioso sarà un discendente di san Luigi IX, che salirà sul trono dei Capetingi. Lo rivela la Vergine sempre a Kerizinen: "Io donerò alla Francia un grande capo, un re. Allora essa conoscerà un cambia mento tale che la sua influenza risulterà preponderante nell’Universo intero" (29 maggio 1984).
Percorrendo un prontuario di profezie, é stupefacente accorgersi come questa restaurazione monarchica sia predetta da una quantità di testi, a cominciare dall’età più remota. Ne riportiamo alcuni a titolo esemplificativo. San Remigio, vescovo di Reims, dalle cui mani Clodoveo, re dei Franchi, ricevette il battesimo con 3.000 suoi guerrieri, la notte di Natale del 496, ha lasciato questo vaticinio:
"Verso la fine dei tempi, un discendente dei re di Francia regnerà su tutto 1’antico impero romano. Egli sarà il più grande dei re di Francia e 1’ultimo della sua stirpe"
(Historia Ecclesiae remensis, libro I, cap. XIII, Bibl. Nazionale, Parigi, A 112-329).
Gli fa eco San Cesario, vescovo di Arles (469-542), in una profezia che già circolava nel 1700 e che fu trovata fra le carte dell’arcivescovo di Arles, mons. de Lau, martirizzato durante la Rivoluzione francese. Reca il titolo Magna Sancfi Cesarii Arelatensis Ecclesiae Archiepiscopi praedictio. "Splende finalmente il raggio della misericordia divina.
Ecco, viene il nobile esiliato, il predestinato da Dio. Egli sale sul trono dei suoi antenati, da dove la malizia d’uomini depravati 1’aveva cacciato. Egli recupera la corona del giglio rifiorito (...). Posta la sua sede nella città pontificia, rimetterà la tiara sul capo d’un santo pontefice, colmo d’amarezza per le tribolazioni sofferte, il quale condurrà il clero a vivere secondo la disciplina dei tempi apostolici. Ambedue, uniti di cuore e d’animo, faranno trionfare la riforma nel mondo".
Nel messaggio de La Salette è detto che, durante la pax mariana, i nuovi re "saranno il braccio destro della Chiesa".
Quasi identica una predizione che risale alla fine del ’400 e che é attribuita a Giovanni da Vatiguerra (ma da taluni allo stesso San Cesario): "Quel pontefice avrà con se un imperatore, personaggio dotato d’esimia virtù, del sangue nobilissimo dei re di Francia. Questo principe gli sarà d’aiuto, assecondandolo in ogni cosa, per ricostruire il mondo. Sotto la loro dominazione tutto sarà riformato ... non vi sarà che una sola legge, una sola fede, un solo battesimo" (I futuri destini degli stati e delle nazioni, Torino, 1861, p. 117).
Ed ecco la testimonianza di San Metodio, apostolo degli slavi: "Il gran monarca riporterà la vittoria sugli empi e sarà il braccio destro del papa santo e della Chiesa, la quale splenderà di santo fulgore nell’ultimo periodo di pace, prima della venuta dell’anticristo" (Maxima Bibliotheca Patrum Veterum, vol. III, p. 727, Lione 1677).
Anche la monaca di Dresda, le cui profezie destano meraviglia e stupore per la loro lucidità e precisione, parla del ritorno dei Borboni sul trono di Francia: "E, quando sarà prossima la sommità del monte (ossia il 2000), i Borboni ritorneranno a regnare in Francia. I nuovi Borboni regneranno con onore e serenità".
La veggente Maria Martel ricevette dalla Vergine a Tilly-sur-Seulles (presso Caen), il 31 gennaio 1903, questo presagio: "Il re che sta per venire porterà nelle sue armi le insegne del mio divin figlio. La repubblica sta per cadere.
È il regno di Satana. Un altro regno e un altro potere stanno per giungere. Pregate per il re che sta per venire, pregate Giovanna d’Arco".
Quest’altra profezia del 17 agosto 1905, ricevuta dalla stigmatizzata di Blein, Maria Giulia Jeahenny, é ancora più precisa: "Lo straniero entrerà in Francia col suo esercito. Io lo fermerò e, in questa sosta, susciterò il salvatore del resto dei miei figli.
Sara durante la terza crisi (la terza guerra mondiale?) che verrà la salvezza. Uscirà dal mio Cuore colui che é destinato a portare la pace. Con la sua incoronazione tutti i mali spariranno. Egli discende dal ramo di San Luigi".
La veggente confermò più volte questo particolare e aggiunse che sarebbe rimasto nascosto fino al momento della sua salita al trono, per evitare che i suoi nemici lo uccidessero.
"Alcuni anni dopo la prossima guerra, voi ne subirete un’altra, finita la quale, i servi fedeli di Cristo godranno una giusta e dolce pace: sarà il regno di Gesù giunto attraverso il Cuore Immacolato". Cosi la Vergine a Kerizinen (29 maggio 1948).
Si può intendere che, dopo alcuni anni (i 25 del messaggio de La Salette?) dalla "prossima guerra", si avrà quella scatenata dall’anticristo, dopo di che s’instaurerà il regno di Cristo, cui Maria avrà preparato la strada. Né va taciuto che, sempre a Kerizinen, la Madonna ha precisato che potrebbe impedire il terzo conflitto mondiale, "si le monde repentant retournait a Dieu" (se il mondo, pentito, tornasse a Dio).
La nuova cristianizzazione della Francia comincerà dalla Bretagna, rimasta fedele ai valori cristiani.
Ma si deve prestare ascolto ai messaggi della Vergine. Se cio avverrà, Kerizinen diventerà una seconda Lourdes, altrimenti la Bretagna si ridurrà ad una regione povera e spopolata.
Questa richiesta, fatta il 17 luglio 1948, era rivolta particolarmente all’autorità ecclesiastica, che aveva assunto un atteggiamento non certo favorevole verso i fatti straordinari che si svolgevano nel piccolo villaggio bretone. Si tratta purtroppo d’un argomento delicato che non può passare sotto silenzio.
Ecco in breve come si arrivò da un atteggiamento agnostico ad una chiusura ermetica da parte della curia vescovile e della parrocchia.
Si può dire che, fino al 1947, quei fatti rimasero avvolti in una coltre di nebbia. Si parlava vagamente di apparizioni senza sapere chi ne fosse la destinataria. Il parroco, benché fosse il direttore spirituale di Jeanne- Louise, come si é detto, rimase abbottonatissimo e, da quando nel 1945 fu trasferito altrove, non si occupo più del caso, nonostante il desiderio espresso dalla Madonna che egli ritornasse a Plounevez.
Il nuovo parroco, al quale Jeanne-Louise faceva pervenire copia dei messaggi, ostentò un assoluto disinteresse. Tanto lui quanto gli altri preti della parrocchia fingevano d’ignorare un evento così eccezionale, per non fomentare la "credulità" del popolo e provocare incontrollati fenomeni di fanatismo, di superstizione.
Fu una bambina a scoprire la destinataria delle apparizioni e il luogo dove avvenivano, mentre aspettava il suo turno per confessarsi.
Ella udì Jeanne-Louise raccontare al confessore la sua straordinaria esperienza e subito svelo a chi la Madonna appariva, suscitando un grande fermento.
Era il 7 ottobre 1947, giorno di domenica e festa del rosario. Da quel momento cominciarono i pellegrinaggi a Kerizinen.
Sarebbe stato opportuno aprire un dialogo con la Curia vescovile di Quimperet-Leon, inviando il messaggio del 171uglio 1948. Vi fu mandato invece insieme agli altri nel maggio dell’anno seguente, dopo la guarigione miracolosa di un’inferma, come diremo fra poco.
Frattanto, il 30 ottobre 1948, vigilia della festa di Cristo Re, la Vergine, apparendo, esclama, a braccia aperte:
"Pietà per la Francia! Pietà per i poveri peccatori!". Quindi aggiunge:
"Il primo sforzo é stato fatto. Attendo ancora un pò di buona volontà".
Alludeva forse all’inizio dei pellegrinaggi, dopo che fu noto il luogo e la destinataria delle visioni?
La veggente avanza una domanda:
"Signora perché non fate un miracolo, affinché credano alle vostre apparizioni?".
"Perché cerchi di scrutare le vie della Divina Provvidenza?". Questa la risposta della Signora, la quale ripete:
"Pietà per la Francia!".
Il 6 marzo 1949, Ella ritorna a parlare della Nazione che le sta particolarmente a cuore.
"La Francia, questa Francia, cosi cara a me, oggi minacciata dalla guerra, dall’invasione, dalla rivoluzione, resterà sempre sorda alle mie domande, ai miei avvertimenti?".
E promette che, se si eleveranno incessanti preghiere e si coltiverà una sincera devozione verso di Lei, 1’avrebbe salvata dall’invasione dei russi, i quali colpiti da una luce improvvisa, avrebbero fatto parte anch’essi "d’un mondo rinnovato nella Saggezza".
È il 24 maggio 1949, festa di Maria Ausiliatrice. Finalmente il desiderio di Jeanne-Louise viene soddisfatto. La Madonna le dice che le apparizioni hanno come scopo primario la guarigione delle anime, ma anche dei corpi.
Una certa Paolina Le Goff di Lanhouarneau, paese vicino a Kerizinen, da due mesi era ricoverata nell’ospedale di Morlaix, per un calcolo alla vescica. L’intervento chirurgico era impedito dalla febbre, che affliggeva incessantemente la paziente. Non potendo alimentarsi, ella era ridotta in condizioni pietose. Sul letto dell’inferma vengono sparse alcune margherite, che Jeanne-Louise ha raccolto nel prato in cui appare la Madonna, e la febbre abbandona all’improvviso la signora. Quarantotto ore dopo, viene sottoposta all’intervento chirurgico e, nonostante lo scetticismo dei medici, lo supera senza difficoltà.
A Kerizinen si fanno preghiere per la sua rapida guarigione. La stampa mette in risalto 1’avvenimento e cresce il numero dei pellegrini. Il vescovo di Quimperet-Leon apprende il fatto dai giornali e chiede ragguagli al clero della parrocchia. Riceve i messaggi e tutto fa sperare in una svolta della Curia favorevole alle apparizioni.
Kerizinen é povera d’acqua e ciò costituisce un disagio notevole per la folla che gremisce il villaggio.
A mezzo chilometro vi é una fonte detta in bretone Fauntenn-venn (fontana bianca), ma é ritenuta inquinata. Pare che sia stata proprio la sua acqua la causa del tifo che strappò alla Ramonet la madre, la sorella Eufrasia e il fratello Giuseppe. Il bisogno d’acqua fu segnalato alla Curia vescovile, la quale fece eseguire sondaggi da esperti, ma si conclusero senza risultato. L’acqua non c’era e Jeanne-Louise espose il problema alla Vergine, il 6 agosto 1949, ed Ella disse:
"Pregate, pregate e l’acqua verrà".
Venne, infatti, non subito, ma tre anni dopo. Il 13 luglio 1952, verso le due del pomeriggio. La sorgente scaturì in fondo al campo delle apparizioni, in una piccola conca, e da allora non ha più cessato di scorrere. Quel1’acqua si é dimostrata miracolosa.
Jeanne-Louise era rimasta delusa dal comportamento del suo ex- direttore spirituale, il quale aveva eluso il desiderio della Vergine di far ritorno a Plounevez, per diventare un apostolo dei messaggi di Kerizinen.
La Madonna la consola, promettendole che le avrebbe mandato un altro sacerdote di gran cuore, il quale 1’avrebbe aiutata nelle difficoltà che 1’attendevano. Quanto al1’abbe M.B., si rammarica, perché col suo rifiuto si é lasciato sfuggire un dono prezioso.
L’ultimo incontro dei terribili Anni quaranta si svolge il 9 dicembre 1949, all’indomani della festa dell’Immacolata.
La Vergine rinnova 1’annuncio che la Francia riscoprirà il suo vero volto di nazione cristiana, dopo il grande "chatiment" cui verrà sottoposta per i suoi gravi peccati.
Questo castigo sarà misericordiosamente attenuato se il vescovo autorizzerà a Kerizinen la costruzione d’una cappella che diventi luogo di preghiera e meta di pellegrinaggi. Se così si farà, si rinnoveranno i prodigi che, un tempo, avvenivano nel vecchio borgo Lochrist, quando anch’esso era frequentato dai pellegrini.
Ciò accadeva nei secoli scorsi, grazie ad una fontana miracolosa, che una canzone popolare dell’Ottocento celebrava con questi versi:
In un’epoca lontana a Lochrist una fontana era molto frequentata. Ogni villa, ogni borgata vi mandava gente pia. Quanti in preda a malattia, nel levar al Ciel la voce, risano la santa Croce! Per narrar tutte le cose, che vi avvennero, prodigiose, nella sfera del mistero, ci vorrebbe un mese intero.
L’apparizione ebbe termine con un messaggio segreto, rivolto al vescovo di Quimperet Leon, mons. Andrea Fauvel.
Il prelato, informato di questo segreto, convoco Jeanne-Louise in episcopio il 30 gennaio 1950. Ella vi andò con due persone di Plounevez-Lochrist. Il colloquio, iniziato alle 14, duro una ventina di minuti. La contadinella consegno al presule il messaggio che lo riguardava. Fatto ritorno a Kerizinen, resto in attesa delle disposizioni che mons. Fauvel avrebbe adottato.