LA VOCE DI KERIZINEN NELL’ORA BUIA E INQUIETA
CHE STIAMO VIVENDO

Benché siano trascorsi più di 30 anni dall’ultimo messaggio ricevuto dalla contadinella di Kerizinen, la voce celeste che é risuonata sul campicello della Ramonet non ha perso nulla della sua attualità e appare più che mai convincente, constatando 1’avveramento di tanti vaticini, espressi con un’impressionante lucidità e chiarezza. Si é ben lontani dal linguaggio allusivo, ermetico, parabolico che caratterizza altri messaggi profetici, rendendone ardua 1’interpretazione ed approssimativa 1’esegesi. A costo di ripeterci, ricordiamoli, a cominciare dalla prima apparizione.
"Una nuova guerra minaccia l’Europa. Io l’allontanerò d’alcuni mesi, perché non posso restare sorda a tante preghiere che si levano a me, laggiù, da Lourdes, per la pace". Cosi la Madonna all’ignara contadinella, intenta a sorvegliare le sue mucche sul prato.
Quale contrasto fra questo quadro bucolico e 1’argomento d’alta politica trattato dalla bella Signora! È i115 settembre 1938. Una settimana dopo, il mondo é in allarme. Una nuova guerra sembra stia per esplodere. Hitler minaccia d’invadere la Cecoslovacchia per "liberare" i tedeschi suddetti, aggregati a quella nazione. Vari Stati ordinano la mobilitazione generale.
La catastrofe sembra ormai inarrestabile, quando inaspettatamente, il 29 settembre, s’apre a Monaco una conferenza, promossa da Mussolini, la quale salva momentaneamente la pace. La guerra scoppierà dodici mesi dopo, il 1°settembre 1939. Quei mesi di dilazione sono stati ottenuti dalla Vergine per le preghiere che si elevavano a Lourdes.
Anche nel 1940, alla vigilia dell’invasione della Francia da parte delle forze corazzate naziste, la Madonna rivela alla piccola veggente che otterrà da "Colui che tiene nelle sue mani le sorti degli uomini" un rapido svolgersi della "folle tempete". E cosi fu. La Blitzkrieg, iniziata il 9 maggio 1940 con la conquista del Benelux, termina un mese dopo, il 14 giugno, con 1’occupazione di Parigi, lasciando il mondo incredulo, col fiato sospeso.
Seguì in Francia la pace promessa dalla Madonna fin dal 7 dicembre 1939, precisando che avrebbe avuto inizio a meta d’ottobre del 1940. In realtà, con 1’incontro a Montoire fra Hitler ed il maresciallo Petain, capo del governo collaborazionista di Vichy, avvenuto i124 ottobre, si sancì di fatto fra la Germania e la Francia quella pace che durò fino allo sbarco alleato in Normandia (giugno 1944). E allo sbarco seguì, non molto dopo, la liberazione, anch’essa preannunciata.
Sempre nel 1940, prevedendo il maltrattamento che i prigionieri di guerra avrebbero subito nei lager nazisti, la Vergine ha parole accorate nei loro confronti.
Il 5 maggio 1942, Ella rivolge alla Ramonet un presagio, che in bocca ad altri sarebbe stato giudicato folle. Il colosso russo sembrava ormai vicino al collasso, dopo le incredibili vittorie riportate dalle divisioni corazzate germaniche sul suo territorio.
Hitler aveva dichiarato la Russia sovietica già militarmente liquidata. Soltanto la contadinella bretone poteva credere che di li a breve tempo la Russia avrebbe dato man forte agli alleati contro il comune nemico. Ebbene, passeranno soltanto sette mesi e Stalingrado, occupata dai tedeschi, ritornerà nelle mani dei russi, dopo la battaglia più spietata e cruenta dell’intero conflitto. La Wehrmatch, ritenuta invincibile, subiva la prima clamorosa sconfitta, preludio della catastrofe finale.
Ma la vittoria della Russia segnerà una rovina per gran parte dell’umanità e la Vergine esorta Jeanne- Louise alla pratica dei primi sabati del mese, con la comunione riparatrice, allo scopo d’ottenere la conversione di quella grande e infelice nazione.
Preconizza inoltre la vittoria sul comunismo, grazie alla recita del santo rosario, ma si affretta a predire che, se si continuerà sulla via della ribellione a Dio, altri castighi ancora più pesanti di quelli già subiti, affliggeranno 1’umanità. Non tace sulla crisi che attraverserà la Chiesa post-conciliare e sulla minaccia d’una guerra atomica sempre in agguato.
Presenta come momenti cruciali 1’autunno del 1956 (sommossa ungherese soffocata dai carri armati sovietici), il 1957 (invenzione dell’ "arma assoluta" da parte dei russi, capace di colpire gli Stati Uniti ed esplosa provvidenzialmente nell’esperimentarla), il 1961 (costruzione del muro di Berlino), il 1962 (crisi di Cuba che porto il mondo sull’orlo della guerra nucleare). La Ramonet parla di "dilazione", ottenuta dalla Madonna, per evitare una tragedia dalle proporzioni incommensurabili. Ma la spada di Damocle pende ancora sull’umanità.
La Vergine afferma che la terza guerra mondiale potrebbe essere evitata se il mondo si decidesse a da re ascolto alle voci che vengono dall’Alto. Ma purtroppo le prospettive non sono rosee. L’Europa occidentale, compresa la Francia, sarà invasa da una coalizione russo-araba.
Le conseguenze saranno catastrofiche. Ma il grande Monarca, preconizzato da innumerevoli profezie, appartenente alla dinastia capetingia, ritornerà sul trono degli avi, aprendo la strada alla rinascita della Francia e del mondo intero.
A Roma egli riporterà sulla sede apostolica il papa, sfuggito agli orrori della persecuzione, che insanguinerà la Chiesa, e sarà da lui incoronato. Il Cristianesimo rifiorirà per incanto, estendendo la sua benefica civiltà dovunque. Come si legge anche nel messaggio de La Salette, i nuovi re saranno il braccio destro della Chiesa. Si tratta della "pax Mariae", chiaramente preannunciata da Melania Calvat e da Lucia di Fatima.
Beati coloro che vivranno in quel tempo! Ma pare che esso sia di breve durata. Infatti, la Vergine palesa alla Ramonet: "Alcuni anni dopo la prossima guerra (la terza mondiale), voi ne subirete un’altra (promossa dall’Anticristo), finita la quale i servi fedeli di Cristo godranno una giusta e dolce pace: sarà il Regno di Gesù giunto attraverso il mio Cuore Immacolato". Identica previsione leggiamo nel messaggio de La Salette.
Questo quadro grandioso, angustiante da un lato e consolante dall’altro, ha presentato la Vergine alla contadinella di Kerizinen perché, avvertiti in tempo, noi sappiamo come regolarci.
Evitare il più possibile la gravita dei castighi con la preghiera, i sacrifici, le opere di carità e restare sempre fedeli al Cristo, nonostante il martellamento parossistico dei falsi profeti, istigati da Satana e impegnati ad oscurare la verità, come ci avverte la Madonna, gettando il disprezzo e il ridicolo sui saggi ammaestramenti che la Madre celeste ci propone.
Nuova e convincente la consacrazione presentata da Kerizinen come strumento efficace per la vittoria definitiva sul demonio e 1’avvento del mondo nuovo. Non più la consacrazione del mondo ad un solo Cuore (di Gesù o di Maria), ma ad entrambi i Cuori, uniti nel vincolo dello Spirito Santo. Non c’e bisogno di ricordare quanto abbia desiderato Maria la consacrazione della Russia al suo Cuore Immacolato. Non averla fatta in tempo utile nei modi indicati, cioè per bocca del papa insieme a tutti i vescovi del mondo, ha avuto per triste corollario la seconda guerra mondiale, la diffusione del marxismo nel mondo e la più terribile persecuzione di tutti i tempi contro la Chiesa. Non sono mie illazioni.
E quanto la Madonna stessa rivelò a Lucia di Fatima nel 1929. Quando finalmente Giovanni Paolo II, nel 1984, eseguì ciò che era stato richiesto da Maria, si ebbero il crollo del muro di Berlino, la riunificazione della Germania e gli altri grandi, umanamente inspiegabili, eventi dell’autunno del 1989.
Anche a Kerizinen la Madre celeste attribuisce un’importanza fondamentale alla consacrazione del mondo ad entrambi i Cuori.
"Questa consacrazione, Ella promette, lenirebbe come un balsamo le piaghe del mondo, sarebbe come una luce che dissipa le tenebre da cui é avvolto, lo aiuterebbe ad uscire dal baratro in cui é sprofondato" (1° ottobre 1960).
Perché non prendere sul serio questo invito? Perché non prestare ascolto in tempo a Jeanne-Louise Ramonet, come troppo tardi si é dato retta alla pastorella di Fatima? Perché si é destinati sempre a credere a Noè, soltanto quando 1’acqua del diluvio arriva alla gola?
Gli ultimi messaggi s’impongono per il loro ardore comunicativo, la sublimità dei concetti, la luce emanante dalle profonde verità, teologiche e ascetiche, chiaramente esposte. Rammentiamo le stupende considerazioni sull’Eucaristia in quella "Settimana eucaristica" cosi intensamente vissuta dalla Veggente, la drammatica esposizione da parte di Gesù delle terribili sofferenze da Lui accettate per la nostra salvezza, il dolce richiamo a Colei che nel mistero della Redenzione ha meritato il titolo di "Corredentrice". Quanto sono da compiangere quegli "orfani volontari", i quali disdegnano le amorevoli attenzioni d’una Madre cosi tenera!
Pagine difficili ma in perfetta sintonia col vangelo sono dedicate allo scabroso argomento del dolore. Per un vero seguace di Cristo soffrire rappresenta un privilegio, un dono. Chi non si sente onorato d’offrire il proprio corpo a Cristo, perché continui in esso la sua Passione salvifica?
"Se un braccio della croce ti fa una carezza che sa di sangue, offrila per le anime che brancolano nel buio, alla ricerca della luce, dell’amore".
Le pagine vergate dalla mano della contadinella di Kerizinen lasciano nel nostro animo un forte impulso ad allontanare con la preghiera e i sacrifici i flagelli, che la nera ingratitudine umana richiama su di se con cieca ostinazione, ma anche un’attesa colma di speranza, per quel nuovo mondo preconizzato, forse prossimo, i cui giorni scorreranno al ritmo del battito di due Cuori avvinti nell’amore dello Spirito di Dio e irradianti fasci luminosi di pace, di grazia, di felicita.
Come poteva quella piccola poliomielitica nella sua mente incolta lanciare al mondo vaticini cosi sconvolgenti, prospettive cosi estasianti, appelli cosi severi e insegnamenti cosi saggi e rasserenanti?
No, ella fu semplicemente la scrittrice di quanto le dettava la Donna della Genesi e dell’Apocalisse, ma anche di Betlemme, di Nazareth, del Calvario, del Cenacolo, 1’incomparabile Maestra, cui la Chiesa applica la parole della Sacra Scrittura:
"Io sono la Madre del bell’amore e del timore, della scienza e della santa speranza (...). Chi mi ascolta non avrà da arrossire (...). Coloro che m’illustrano avranno la vita eterna" (Sir 24, 24-31).