Padre Pio e San Damiano
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Durante la vita terrena di Padre Pio, non si sono divulgate le sue relazioni con San Damiano. Per un riguardo alla sua umiltà, senza dubbio, ma specialmente per evitargli... complicazioni.

Lo si può dire apertamente, ora che il suo calvario è finito : Padre pio è intervenuto sin da principio, e in modo decisivo, nei fatti di San Damiano.

A Lui, lo abbiamo veduto, la Santissima Vergine indirizzò Mamma Rosa, quando fu guarita; da Lui essa ricevette l'ordine di assistere gli ammalati, poi di ritornare a casa sua dove, Egli le disse, "stava per esserle affidata una nuova missione".

D'altra parte, molte volte, quelli che hanno assistito alle "Apparizioni" hanno sentito Mamma Rosa affermare la presenza di Padre Pio, ancora vivo. E' noto che l'illustre stigmatizzato ha sovente goduto, durante la sua vita, dei carisma della bilocazione, ben noto a tutti gli autori di opere di mistica.

Dobbiamo anche dire la parte importante avuta da Padre Pio nello scavo del pozzo di San Damiano. Lo stesso ingegnere che ha presieduto ai lavori mi ha raccontato, nell'autunno 1967, poi mi ha scritto la narrazione dei fatti.

Dagli appunti presi da lui, giorno per giorno, egli ha ricavato, per il " Bollettino di informazione di San Damiano ", (dic. 1968), un racconto gustoso, del quale ecco qualche tratto che proietta una luce singolare sulle relazioni di Padre Pio con San Damiano.

Leggete : Il 18 novembre 1966, Mamma Rosa mi chiese di interessarmi direttamente dei lavori del pozzo.

Accettai...

Il 16 dicembre si dovettero interrompere i lavori il livello dell'acqua non permetteva di scavare più profondamente... Rosa ne rimase molto contrariata... Mi chiese di portare un saggio di quell'acqua a Padre Pio, a San Giovanni Rotondo. Io sapevo soltanto che il Padre era un frate burbero, pronto a buttare fuori dal convento i seccatori e gli importuni. Come avrebbe accolto uno sconosciuto che gli si presentava con una bottiglia di acqua?".

Ciò nonostante, di fronte all'ardente e insistente preghiera di Rosa mi armai di grande coraggio e, viaggiando giorno e notte dal nord al sud, arrivai il giorno dopo, verso le ore 14, a San Giovanni Rotondo.

Il posdomani, con una bottiglietta di acqua di San Damiano, nella tasca del mio mantello, mi presentai al convento... Quando venne il mio turno, entrai nella Sacrestia dove il Padre confessava, in un angolo, in disparte, dietro una tenda. Già da tempo avevo preparato il mio discorsetto di circostanza per esporre il motivo della mia missione. "

Francamente, non ricordo ciò che gli ho balbettato, ma sta il fatto che, appena gli presentai la bottiglia, senza nemmeno prenderla in mano, mi disse testualmente : " Digli che va bene ! E adesso, confessati !". Nel corso della mia confessione, mi venne un dubbio: il Padre aveva compreso la mia domanda ? Dopo che mi ebbe dato la sua benedizione, presi il mio coraggio a due mani e azzardai : " Vuol tenere lei quest'acqua?".

Mi rispose seccamente :" L' ho veduta; digli che va bene!".

"Nonostante questa conferma straordinaria, Rosa non era dei tutto soddisfatta : voleva che si scavasse più profondamente".

A mezza estate del 1967, l'acqua mancò... Indecisa sul da farsi, Rosa mi mandò una seconda volta a San Giovanni Rotondo per cercarvi nuovi lumi. Ma, inaspettatamente, questa volta, il 14 agosto, la risposta non fu altrettanto precisa e chiara.

Il Padre, infatti, pur benedicendo la stessa bottiglietta che gli avevo presentato la volta precedente, si limitò a mettermi in guardia sul cattivo odore di quel pozzo, ne' volle darmi ulteriori spiegazioni. Devo confessare che ne rimasi piuttosto contrariato e così pure la Rosa, allorché, al mio ritorno, le riferii la strana risposta.

Si decise, ciò nondimeno, di cominciare subito i lavori di scavo, ma prima ancora di darvi inizio ebbi il presentimento che sul fondo del pozzo vi potessero essere esalazioni di gas metano, pericolosissimo per gli operai. Per precauzione si calò una candela accesa che, bruciando in pochi minuti, ci avvertì della effettiva presenza di metano sul fondo stesso.

Soltanto allora capii il significato di quell'avvertimento che il Padre mi aveva dato alcuni giorni prima".

A 17 metri di profondità, si trovò un'acqua eccellente. È dunque evidente che l'intervento di Padre Pio è stato decisivo nello scavo del pozzo di San Damiano. E il Suo compito, nonostante quello che si è detto e scritto, non si è limitato a ciò. Rosa Quattrini è stata ripetutamente in relazione con Lui.

Certo, la " Kirchenzeitung " del luglio 1968 pubblica (p. 461) sotto il titolo:" Il Padre Pio è dietro le " Apparizioni " di San Damiano?" una laconica risposta del R. P. Guardiano del Convento di San Giovanni Rotondo, in data 2 luglio 1968. Eccola tradotta: "Tutto ciò che concerne il Padre Pio per San Damiano é falso. La signora non ha mai parlato con Padre Pio e Padre Pio non ha mai consigliato cose simili".

Risposta chiara e netta, senza dubbio, ma... non rispondente a verità.

Eccone le prove

Il l° agosto 1968, Rosa Quattrini stessa mi ha dichiarato di essersi recata dodici volte da Padre Pio.

Inoltre, una persona assolutamente degna di fede, R. V. mi ha affermato di averla veduta due volte a confessarsi da Padre Pio. Ciò era facile (anche senza " micro"), poiché il Padre ascoltava le confessioni delle donne nella Cappella del Convento. Il Suo Confessionale, senza tenda, permetteva di vedere il Confessore e la penitente. Ma, evidentemente, quelli che andavano a confessarsi da Padre Pio, e anche quelli che Lo chiamavano in parlatorio, non passavano dal Padre Guardiano! Il quale, per conseguenza, non poteva sapere se Rosa Quattrini, o altra persona sconosciuta come era lei allora, fosse andata, o no, da Padre Pio.

In quante occasioni Padre Pio ha incoraggiato persone affinché si recassero a San Damiano Nella primavera del 1968, vi ho incontrato un venerabile rettore. Bretone, l'abate J.M. H. Ecco quanto egli stesso mi ha raccontato : guarito da un assai grave malattia di cuore da Padre Pio, il 13 giugno 1964, era poi divenuto figlio spirituale e diretto dal Padre, che veniva a visitare due volte all'anno. Nella primavera 1968, egli si recò a San Giovanni Rotondo accompagnato da un gruppo di pellegrini desiderosi di recarsi, nella stessa occasione, a San Damiano, di cui avevano sentito parlare. Non volendo farlo - e tanto meno con un gruppo di fedeli senza l'approvazione del suo venerato direttore, il R. Abate gli chiese in confessione, per evitare di metterlo in imbarazzo : " Padre, è meglio non andare a San Damiano ? "

"È meglio andare, Padre?", insistette ancora, per maggior sicurezza, il prudente Bretone : " Sì" confermò Padre Pio.

È noto che occorreva iscriversi in precedenza, per potersi confessare da Padre Pio, e aspettare quattro o cinque giorni il proprio turno specialmente le donne, perché più numerose, ed è anche altrettanto noto che alcune persone,
chiamate direttamente dal Padre, passavano al Suo confessionale senza attesa e anche senza precedente iscrizione. Ne ho la testimonianza da una persona che l'accompagnava a San Giovanni Rotondo: Mamma Rosa è passata due volte in confessione senza prenotarsi. E ciò spiega perché il suo nome non figura - almeno secondo quanto là si dice  negli elenchi dei penitenti.

Il primo direttore spirituale di Mamma Posa, che conosco e che fu un intimo di Padre Pio e del Padre Agostino, suo confessore, mi scrive " Rosa fu più volte de Padre Pio e il suo Parroco l'accompagnò. Io conservo degli scritti che Rosa mi ha indirizzati da San Giovanni Rotondo".  (Don V.P. ; lettera del 2 febbraio 1969.)

Nel 1965, Rosa è stata fotografata a San Giovanni Rotondo, con amici che mi spediscono, con quella fotografia, una lettera dalla quale ricavo quanto segue : "Rosa è venuta qui, a San Giovanni, col suo Parroco, per confessarsi da Padre Pio, suo direttore spirituale. Quando Rosa è venuta qui, col suo Parroco, è venuta a visitami. " (E. F. 10 gennaio 1970.)

Da parte sua, in una lettera datata 24 agosto1965, Rosa scrive ... sono andata da Padre Pio, poi sono andata a desinare dalla Canadese ". Questa Canadese è appunto la persona che da San Giovanni mi ha scritto che Rosa si era recata da lei. Quale concordanza!.

La Signorina B., da San Giovanni, mi scrive di essersi recata a San Damiano alla fine di ottobre 1964. Aggiunge   L' ho invitata a essere mia ospite quando ritornerà a San Giovanni". Dunque, Rosa vi era già stata!… " Quando ritornò, dopo essersi confessata da Padre    Pio, la interrogai, come faccio abitualmente con i     veggenti che avevo l'onore di accogliere, per sapere, secondo l'accoglienza ricevuta dal Padre, la sua approvazione o la sua disapprovazione. Il Padre le aveva chiesto : " Insomma, è vero o no che vedi la Madonna? E. Rosa: "Che cosa ne so io, Padre?... Lo sapete voi." Secondo ciò che ricordo, ella venne tre altre volte, ma non venne de me che per il pasto del mezzogiorno."  (Lettera del 27 ottobre 1969.)

Se Rosa fosse stata in errore, affermando il vedere la Madonna, possiamo stare certi che Padre Pio, franco e illuminato com'era, l'avrebbe ben presto spedita ! Invece, l' ha ricevuta dodici volte. Del resto, l'umile risposta di Mamma Rosa patrocinava in favore della veracità delle sue affermazioni.

Una persona che, durante la vita di Padre Pio, si è recata venti volte a San Giovanni, mi scrive : " Quest'anno... in viaggio con altre persone, abbiamo parlato di San Damiano e abbiamo incaricato un uomo, che parla molto bene l'italiano, di chiedere a Padre Pio se poteva andare a San Damiano con sua moglie." Ciò ch'egli ha fatto, dopo la sua confessione. Risposta dei Padre SI, puoi andarvi con tua moglie. " (Giugno 1968.)

10° Il pubblicista canadese Paolo Marchank, che ha trascorso tre anni presso Padre Pio, del quale era figlio spirituale, mi ha scritto: "In più occasioni ho ricevuto personalmente da Padre Pio il permesso di recarmi a San Damiano; così pure i miei amici. Anche altri mi hanno detto di aver ricevuto la sua approvazione. P. Pio sapeva esattamente a chi dare il suo "0. K. ed a chi una risposta evasiva ". (Lettera del 4 gennaio 1969.)

11° Una vedetta della T. V. italiana mi scrive: " Ho avuto a San Damiano, durante le apparizioni, un messaggio della Mamma Celeste... Ne ho riferito a Padre Pio in confessione. Mentre gli parlavo, il Padre, che era appoggiato, perché soffriva, si raddrizza e si siede come se si trovasse su un trono. Dal Suo petto esala un profumo di rose, di viole e di gigli con una intensità da farvi cadere in delirio ; quando, verso la fine del mio racconto... il Padre, con una voce sonora, molto forte, mi disse: E questo è precisamente quello che ti dico io!"... Partii per San Damiano e incontrai Mamma Rosa che, sorridendo, mi disse: "Padre Pio è già stato qui, prima di voi. " (C. C., lettera del 18 novembre 1969.)

Non mi si faccia dire quello che non posso e non voglio dire! Non dico che Padre Pio abbia ordinato di andare a San Damiano. Ricavo la giusta indicazione da una lettera di Paolo Marchak : " Io non ho ricevuto da Padre Pio, ne' in confessione, ne' fuori, l'ordine di andare a San Damiano. Ho trascorso quattro settimane di preghiera e di penitenza a San Damiano nel novembre e dicembre 1967 ed ho ricevuto, per questo, la precedente approvazione di Padre Pio ; ma, da parte sua, non fu un ordine, ne' una sollecitazione".  (Lettera del 28 novembre 1968.)

Ma perché, dunque, Padre Pio era così riservato? Per comprenderlo, occorre sapere il trattamento da Lui ricevuto : condannato cinque volte, fra il 31 maggio 1923 e il 22 maggio 1931, dall'ex Santo Uffizio indotto in errore ; spiato persino in confessionale, dove si erano installati dei " micros ", come nella sua camera e in parlatorio, egli non poteva ricevere che in confessione, durante i dieci ultimi anni della Sua vita. Era obbligato a una prudenza estrema. Una persona che lo ha conosciuto dal 1941 mi scrive : "L'esperienza mi ha insegnato di Padre Pio. Se il penitente lo interrogava cercando sinceramente la verità, poteva essere sicuro della sua risposta ; se invece si presentava al confessore con una idea preconcetta, egli non lo contrariava... Donde molte interpretazioni erronee delle rispose di Padre Pio." (Lettera di B. E. del 7 novembre 1969.)

Non volendo prevenire il giudizio della Chiesa. Egli si trovava in una situazione delicata. Motivo per il quale dava risposte evasive o ambigue a quelli che dubitavano o erano increduli. I quali, non comprendendole bene, se ne servivano per fare propaganda contro quei fatti.

Io non saprei concludere questo capitolo meglio che citando le parole di Paolo Marchak, il corpo del quale, intatto, è stato trovato, circa tre mesi dopo la sua morte, nella " roulotte " che egli abitava presso il Recinto di San Damiano: "Sarebbe concepibile che un Sacerdote come P. Pio, con i suoi doni, la sua santità, la sua statura morale, abbia approvato quei fatti, se essi fossero stati falsi ? " (Lettera del 4 gennaio 1969.)