Conoscete San Damiano Piacentino ?

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Se oggi si chiede: "Chi di voi conosce San Damiano Piacentino ?.

Migliaia di persone rispondono affermativamente. Nulla di sorprendente, poiché già nel 1970 vi sì registravano almeno sessantamila pellegrini all'anno. Il 28 novembre 1971, per esempio, con un tempo spaventoso, per vie fangose e campi trasformati in pantani, la polizia italiana calcolava di almeno 15000 persone la folla accorsa da ogni parte : Italia, Francia, Germania, Austria, Belgio, Svizzera, Irlanda, tra altre nazioni.

Ci si va a migliaia tutti i primi venerdì ed i primi sabati del mese; ci si pigia in folla in tutte le grandi Feste della SS.ma Vergine : Purificazione (2 febbraio) ; Annunciazione (25 marzo) ; Scapolare (16 luglio) ;                          Assunzione (15 agosto) ; Natività (8 settembre) e Immacolata Concezione (8 dicembre).

Quanti, tuttavia, dovrebbero confessare che dieci, anche cinque anni or sono, ignoravano persino l'esistenza del casale di San Damiano.

Per quanto mi riguarda, l'esistenza di San Damiano e di ciò che vi accadeva mi furono rivelati da un breve articolo apparso in un giornalino regionale del luglio 1967. Poiché si trattava della SS.ma Vergine, ho assunto informazioni.

Ho saputo, prima di tutto, che San Damiano, in provincia di Piacenza, è una frazione di 150 abitanti nel comune di San Giorgio, a circa venti chilometri al sud di Piacenza, città di 120 000 abitanti, sulla linea Milano Bologna. La via più semplice, per andarvi, è scendere dal treno a Piacenza e prendere un taxi davanti alla stazione.

San Damiano si trova nella pianura del Po, tra campi di pomodori, di granturco, di barbabietole da zucchero, di grano, di praterie naturali e favorito, se così può dirsi, di un campo militare di aviazione cintato, campo di aviazione oggi quasi abbandonato.

Madre di tre figli : due figli e una figlia, Mamma Rosa aveva dovuto ricorrere al taglio cesareo per ogni suo parto ; l'ultimo nel 1952, quando nacque Pier Giorgio, la situazione era inoltre complicata da una peritonite perforante che richiese un intervento chirurgico di 4 ore e mezzo.

Per nove anni, Rosa fece la spola tra la sua casa e gli ospedali, perché le sue piaghe non si rimarginavano. Il 24 settembre 1961 si decise di rimandarla a casa raccomandandola alle cure della zia Adele. Umanamente parlando, era finita. Per colmo di sventura, Giuseppe, il marito, doveva essere operato per ernia. La cartella clinica di Mamma Rosa si trova all'ospedale di Piacenza.