Lo Spirito Santo

"È lo Spirito che dà la vita,la carne non giova a nulla" (Gv 6,63)

Riprendiamo le note, liberamente adattate, sullo Spirito Santo, dalla parola semplice e profonda del S. Curato d'Ars, che ha incontrato il gusto dei lettori.
Lo Spirito, dono di Gesù; Tutta la vita di Gesù si snoda sotto l'azione dello Spirito Santo: dalla sua incarnazione nel grembo di Maria, al battesimo, alle tentazioni del deserto, alla sua predicazione con autorità, ai miracoli compiuti con il dito di Dio, fino a quando con uno Spirito eterno offrì se stesso Immacolato a Dio (Eb 9,14). Ma con la sua morte e resurrezione, Gesù effonde il suo Spirito promesso sugli uomini che credono in Lui.

Diceva S. Ireneo: "Gli uomini non erano abituati a vivere con lo Spirito, che è "totalmente altro", completamente fuori dalla nostra esperienza. Perciò era necessario che Egli prima si abituasse a vivere con noi, come in un vaso di alabastro purissimo. Questo vaso è stata l'umanità di Gesù, totalmente piena del suo profumo. Ma al momento della morte il vaso è stato rotto. Anche fisicamente il suo petto è stato trafitto. Allora lo Spirito Santo è stato effuso sul mondo e ha inondato di profumo la sua Chiesa". E' l'irruzione del Divino nell'umano.

Giovanni annota che Gesù sulla Croce emise lo spirito. Queste parole non significano solo che "spirò", ma che "diede lo spirito". Gesù risorto venne ancora tra i suoi discepoli, la sera di Pasqua. Alitò su di loro, quasi evocando il soffio creativo delle origini, e disse: Ricevete lo Spirito Santo.

Poi viene la Pentecoste, il momento solenne dell'effusione dello Spirito Santo sulla Chiesa. Mentre il giorno di Pentecoste (la festa giudaica) stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo (Atti 2). Quest'ultima è una notizia importante: erano insieme. Non solo fisicamente, geograficamente. Poco prima si trova scritto che erano nel cenacolo unanimi e perseveranti nella preghiera. E' una costante. Lo Spirito Santo viene quando i credenti sono unanimi e perseveranti nella preghiera.

Gesù l'aveva detto: "Il Padre dà lo Spirito a chi lo prega, a chi glielo chiede". Dunque, mentre tutti erano riuniti, si sente un rombo come di vento gagliardo. Gli apostoli sanno che il vento ha lo stesso nome dello spirito, perché in ebraico e in greco "vento" e "spirito" si esprimono con la stessa parola. Si videro delle lingue di fuoco. Poi, finalmente, la realtà misteriosa: Tutti furono pieni di Spirito Santo, la realtà invisibile che ha cambiato la faccia della terra.

La nostra Pentecoste:La Pentecoste non è semplicemente un avvenimento storico, accaduto una volta per sempre, senza conseguenze per noi e per la nostra vita. E' un avvenimento di famiglia. Qualcosa attraverso cui ogni cristiano deve passare. Una vita cristiana senza una Pentecoste, è come una Messa senza la Consacrazione. Esteriormente tutto può essere perfetto: stessi riti, stesse preghiere, stesse invocazioni...ma non avviene nulla.

La Pentecoste è lo Spirito di Gesù in noi, che rinnova tutto il nostro modo di pensare, di sentire, di scegliere, di parlare. E' lo Spirito di Gesù che guida il nostro vivere: diventiamo come Gesù nel mondo.

Che cosa significò per i primi discepoli essere pieni di Spirito Santo? Si sentono improvvisamente trasformati. Fanno cose strane, che prima non avrebbero mai fatto. Perdono la faccia. Si lasciano passare per ubriachi. E' successo che hanno fatto un'esperienza travolgente dell'amore di Dio. Dove arriva, lo Spirito Santo porta sempre l'amore di Dio.

Lo dice Paolo: l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato donato (Rom 5,5). La stessa cosa si verifica ogni volta che nella vita di un cristiano avviene una Pentecoste: l'effetto, a volte improvviso, altre volte più lento, è che la persona si scopre amata da Dio. E, scoprendosi amata da Dio, non può che amare come Lui.

Ecco cos'è la rinascita nello Spirito. Non è una cosa astratta, ideologica, che avviene nel cervello. E' un'esperienza di vita.

Secondo Luca: l'effetto immediato della venuta dello Spirito nella Pentecoste è la missione della Chiesa. Persone timorose, sbarrate dietro le porte, improvvisamente si sentono animate da un desiderio dirompente di evangelizzazione e scendono in piazza a parlare. A Gerusalemme, riferisce Luca, in quel momento c'erano rappresentanti di tutti i popoli allora conosciuti. Voleva dimostrare così che la Chiesa si rivolge a tutto il mondo, non è legata a un solo popolo, ma proiettata fino ai confini della terra. Lo Spirito è la sua forza, che le consentirà di arrivare ai confini della terra.

Prima dell'ascensione Gesù aveva detto: Avrete forza dallo Spirito S. che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra (At 1,8).

Diceva il patriarca ortodosso di Antiochia: Senza lo Spirito Santo: Dio, è lontano; Cristo, una memoria del passato; l'autorità, una dominazione; la missione, una propaganda; l'agire cristiano, una morale da schiavi.
Con lo Spirito Santo: Dio è presente; Cristo, vive oggi; l'autorità, servizio liberatore; la missione, una Pentecoste; l'agire dei cristiani, l'agire dei figli di Dio.

Aggiunge uno scrittore francese: "Non c'è comunità cristiana senza lo Spirito Santo, e senza lo Spirito Santo non c'è Chiesa. Un cristiano che non ha lo Spirito non serve a nulla. Può darsi che si agiti qua o là, in parrocchia o in una comunità, ma la sua azione è chiassosa, penosa, piena di se stessa: vi domina lo spirito del mondo con le sue ambizioni, arrivismi, gelosie. Una comunità cristiana che non è portatrice dello Spirito Santo non serve a nulla: è una struttura in mezzo a tante altre, che aggiunge una vana pietà ai modi del mondo, un corpo senza anima. Ciò che è attività materiale, esteriore non ha alcun senso senza lo Spirito che la porta e la anima. E' lo Spirito che dà vita, la carne non giova a nulla (Gv 6,63)".

Ma dove c'è lo Spirito Santo si serve e si ama nel nome di Gesù, si sopporta, si accetta la Croce nel silenzio, si lavora ma si crede nella potenza divina e non nelle nostre opere, la preghiera e le pratiche religiose sono incontri d'amore dove lo Spirito intercede per noi. Allora le anime crescono nell'ascolto della Parola di Dio, nella sottomissione, nell'amore fatto di opere, nella correzione fraterna e nella imitazione reciproca e dei santi che ci hanno preceduto. Questa è la Chiesa che vive, nella pace, il frutto dello Spirito S. (Gal 5,22).

P. Gasparino: "La preghiera apre la porta allo Spirito"

Sul Podbrdo: "La preghiera è la porta per cui passa lo Spirito. Lo Spirito entra in azione dove c'è la preghiera. Aprite il Vangelo e gli Atti..." E qui fa passare tutti i momenti in cui la comunità si mette in preghiera e si ripete la Pentecoste e scende lo Spirito Santo. Un esempio.

Tutti insieme levarono la voce a Dio in preghiera e il luogo dove erano radunati tremò e tutti furono ripieni di Spirito Santo (cf At 4,31). Anche Cornelio faceva molte elemosine e pregava Dio, sebbene pagano; e lo Spirito scese su di lui e sulla famiglia (At 10,2.44).

Gesù lo promette solennemente: Se voi, cattivi come siete, date cose buone ai vostri figli quando le chiedono, quanto più il Padre vostro darà lo Spirito santo a coloro che glielo chiedono (Lc 11,13).

Gesù non dice che il Padre darà lo Spirito a chi lo merita, ma a chi lo chiede: anche al peccatore e alla persona più lontana da Dio è dato lo Spirito. Alzi la mano chi ha bisogno dello Spirito...

Cari ragazzi, siete tutti ingrovigliati con i problemi della vostra debolezza. Come reagite? Potete reagire, non volendoci pensare, oppure con la fuga, oppure con la paura. Non è questo il modo giusto di affrontare i problemi che scottano. Voi avete bisogno dello Spirito Santo.

Prima di parlarci dello Spirito Santo, Gesù ha detto:"Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto". (Lc 11,9). Chiedete dunque la forza dello Spirito Santo di fronte alla vostra debolezza; chiedetela uniti a Maria e sentirete la potenza dello Spirito.

Un giorno è venuto da me un giovane disperato e mi diceva: "Non riesco a vincere il male dentro di me; il mio vizio impuro è diventato la mia droga". Io gli ho detto: "Tu non hai adoperato la medicina giusta, che si chiama Spirito Santo".

Molte volte voi giovani siete nel pericolo e cadete anche. La cosa più intelligente sarebbe non mettersi nel pericolo: ma siete deboli nella volontà. Chi è che può irrobustire la vostra volontà? E' solo lo Spirito Santo.

Anche Gesù nel Getsemani era debole. E cosa ha fatto? In preda all'angoscia pregava più intensamente. "Gli apparve allora un Angelo dal cielo a confortarlo (Lc 22,43-44). (Luca negli Atti chiama lo Spirito anche "angelo": 8,26.29).
Cari giovani, quando dovete prendere delle decisioni, voi avete bisogno dello Spirito Santo.

Sentite il Papa: "Ovunque si prega nel mondo, lì c'è lo Spirito Santo".

Oggi voi avete pregato? Allora vi siete immersi nello Spirito Santo. Ricordatevi però che noi siamo grandi esperti della preghiera falsa e parolaia. Ma ogni tanto la nostra preghiera è anche vera. Se oggi avete pregato così, vi siete immersi nello Spirito Santo... Tornate sempre a invocare lo Spirito quando la preghiera si fa debole, perché è Lui che guida la preghiera.

Allora in questo momento, tutti assieme, mettiamoci davanti allo Spirito Santo che è nel nostro cuore e gridiamo con fede: "Spirito Santo, che io oggi capisca la preghiera e che la mia preghiera sia vera. Facciamo tutti un po' di silenzio. Poi chiediamo l'intercessione di Maria...".

Prego che lo Spirito Santo Possa Aprire i Nostri Occhi
per Scoprire nella Parola di Dio gli Incredibili
Benefici di "Essere in Cristo Gesù"!

Dio parlò a Isaia di un certo servo per il quale il suo cuore esulta: "Ecco il mio servo, io lo sosterrò; il mio eletto di cui mi compiaccio." (Is. 42.1)

Chi è questo qualcuno che Dio sostiene ed elegge, sorvegliando ogni suo passo? Chi è colui che egli ha scelto, il suo eletto, colui di cui si compiace?

La risposta è nell’Evangelo di Matteo: "Gesù appena fu battezzato, salì fuori dall’acqua; ed ecco i cieli si aprirono ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dai cieli che disse: «Questo è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto»" (Mt. 3.16-17).

La parola ebraica per "dilettarsi" qui viene tradotta con "compiacersi." Dio in altre parole stava dicendo: "La mia anima si diletta nel mio figlio, Gesù Cristo!"

Nell’Antico Testamento, un indicibile numero di pecore e armenti furono offerti al Signore come sacrifici. Fiumi di sangue d’animali scorsero per secoli. Eppure la Bibbia dice che nessuno di questi sacrifici procurò alcun piacere al Signore: "…perché è impossibile che il sangue di tori e di capri tolga i peccati…non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato" (Eb. 10.4,6).

Eppure proprio nel versetto successivo si leggono queste bellissime parole: "Allora ho detto: «Ecco, vengo… per fare, o Dio, la tua volontà»" (Eb. 10.7) Cristo venne su questa terra per compiere quello che nessun sangue animale avrebbe mai potuto compiere!

"Ecco perché Cristo entrando nel mondo, disse: «Tu non hai voluto né sacrificio, né offerta, ma mi hai preparato un corpo»" (Eb. 10.5). Dio ha preparato qui sulla terra un corpo mortale per Gesù – un corpo che sarebbe servito per il perfetto sacrificio finale.

In breve, Dio si umiliò per amore nostro. Prese su di se la nostra natura, rinchiudendosi nel seno di una donna. E rinunciò alle ricchezze celesti per diventare povero per noi, offrendo la Sua vita quale riscatto per noi!